Roma frenata dagli infortuni: già 100 gare saltate dai giocatori di Gasperini
ROMA - Se l’infiammazione di una capsula laterale del ginocchio - non proprio un raffreddore - fa quasi tirare un sospiro di sollievo, significa che gli infortuni sono stati fin qui un autentico fardello per la Roma. Come se non bastassero la scarsa confidenza con il gol della squadra, le richieste del tecnico sul mercato esaudite solo in parte e la corsa impari per la Champions con formazioni sulla carta più attrezzate, il tema “medico” è un altro di quei pesi che i ragazzi di Gasperini devono portare ogni volta sulle spalle. In cinque mesi e mezzo di stagione, i calciatori hanno già saltato 100 partite per contrattempi fisici di vario genere, alcuni gravi e altri meno, di sicuro tutti impattanti nella gestione delle risorse (e del turnover).
Roma, già 100 partite saltate dai calciatori di Gasperini
Cento assenze sono alle spalle, ma il pallottoliere è destinato a lievitare. Dovbyk, Dybala, Ferguson, Koné, El Shaarawy, Hermoso e Vaz ieri hanno continuato a lavorare a parte, chi solo in palestra e chi parzialmente sul campo coi preparatori. A eccezione di Paulo, e forse di Hermoso, gli altri non avranno chance di essere utilizzati contro il Cagliari all’Olimpico, su un terreno di gioco che tra bombe d’acqua e scontri senza esclusione di colpi del rugby (ieri si è giocata Italia-Scozia) si presenterà quanto meno accidentato. In un quadro del genere spiccano certamente le 19 gare non giocate da Angeliño, le cui condizioni di salute hanno spinto fino all’ultimo la Roma a interrogarsi sull’opportunità di prendere un altro terzino sinistro a gennaio, ma anche le 17 di Bailey, non a caso rimandato all’Aston Villa alla prima occasione utile. Dovbyk ne ha saltate 14, Ferguson 9, Pellegrini ed Hermoso 6. Persino quelli “sani” non sempre hanno garantito la loro presenza. Pensate a N’Dicka ed El Aynaoui, rimasti fuori - il tempo di una lesione - per la Coppa d’Africa. Domani sera, senza ulteriori contrattempi, il conto arriverà a 106. Ecco perché l’infiammazione al ginocchio, il guaio che sta complicando la settimana di Dybala, già passato da due lesioni quest’anno, a Trigoria è ormai considerato un mezzo colpo di fortuna.
Infortuni di tutti i tipi nella rosa giallorossa
Lesioni di vario tipo - il più colpito è stato il bicipite femorale -, contusioni, traumi a ginocchia e caviglie, pubalgie, risentimenti muscolari, infiammazioni ai tendini, persino una frattura delle ossa nasali (Mancini): il repertorio clinico è già completo a febbraio. Certo, l’unico infortunio che ha richiesto un intervento chirurgico è stato quello di Dovbyk per la lesione miotendinea alla coscia sinistra. E anzi, lo staff che si occupa del recupero infortuni ha compiuto dei mezzi miracoli rimettendo in piedi Pellegrini ed Hermoso con diverse settimane d’anticipo (non ce l’hanno fatta con Bailey, va detto) rispetto alla prognosi. Ma in generale i tanti stop si sono tutti verificati in momenti topici: i problemi di Dybala, ad esempio, quando l’argentino stava carburando da centravanti o da assistman per Malen e lo stop di Pellegrini proprio mentre Lorenzo fioriva da trequartista. Anche i primi dolori di Hermoso si erano manifestati quando la difesa era orfana di N’Dicka. Dovbyk e Ferguson sono un discorso a parte: Gasperini non li ha entrambi contemporaneamente a disposizione da settembre e ultimamente li ha persi tutti e due. A gennaio sono arrivati un altro paio di attaccanti; solo che uno, Vaz, ha già conosciuto il dolore di una lesione.
