Batistuta, visita a sorpresa a Trigoria: la Roma riabbraccia il Re Leone! 

Sorpresa Roma: a Trigoria torna dopo 23 anni Batistuta. E le parole per i tifosi sono bellissime

La Fiorentina è l'amore di una vita, in giallorosso però ha vinto uno scudetto: tutti i dettagli di una giornata storica
Chiara Zucchelli
3 min

La Fiorentina è l'amore di una vita. La Roma quell'avventura capace di regalare momenti indimenticabili. Come altro si può definire uno scudetto se non così? Ventitrè anni dopo l'ultima volta - e un addio non proprio sereno - Gabriel Omar Batistuta è tornato a Trigoria. A sorpresa, con l'amico Vincent Candela, il "Re Leone" ha rimesso piede al Fulvio Bernardini e le sue parole non sono state banali. Proprio perché vere, anche se la Roma non è stata il grande amore del campione argentino: "Qui mi sono divertito tanto e ho raccolto i frutti di una carriera lunga, riuscendo a vincere uno scudetto storico per me e per la Roma. Facemmo 75 punti e io segnai 20 gol. La città esplose di gioia, una soddisfazione enorme”.

Batistuta a Trigoria, tutte le sue parole

Indimenticabile. Al sito della Roma Batistuta, che ha incontrato Ranieri, Massara, Gasperini e tutti i giocatori, dopo aver posato con la "sua" maglia numero 18 (non prese la nove perché Montella non gliela lasciò), ha fatto un viaggio tra passato, presente e futuro. Eccolo: "Non venivo da quando andai via nel gennaio 2003, passando all’Inter. Sono 23 anni. Tanto tempo. Ma fa sempre piacere tornare dove si è stato bene. E sono contento di rivedere vecchi amici”. Tra questi c’è anche mister Ranieri, con cui Bati vinse la Supercoppa Italiana del 1996: “Milan-Fiorentina a San Siro, feci doppietta e alzammo il trofeo. Era la partita in cui dissi alla telecamera: Irina, te amo”. Dalla Fiorentina alla Roma. Un passaggio non indolore, quando il presidente Sensi lo regalò a Capello la città impazzì per lui: un amore ricambiato, anche se quando segnò alla sua Fiorentina non riuscì a trattenere le lacrime. Era un altro calcio e sicuramente un'altra vita. Ricorda ancora Batistuta: "Eravamo un gruppo fortissimo. Io, Totti, Cafu, Samuel, Emerson, Montella, questo signore qui vicino a me (Candela, ndr), Delvecchio. Fummo in testa praticamente per tutto il campionato e vincemmo in casa, davanti ai nostri tifosi, in una giornata indimenticabile”. Un momento di quel campionato? “Ce ne sono tanti, ma sicuramente la doppietta segnata al Parma nell’ultima partita del girone di andata. Vincemmo in rimonta una partita dominata, ma sfortunata negli episodi. Lì capimmo che potevamo farcela”.

Gasperini e Batistuta: la promessa

La Roma di oggi? Batistuta ammette: "Gioca bene, Gasperini ha dato un’impronta alla squadra e anche una mentalità offensiva. Verrò a vedere una partita all’Olimpico, appena possibile. Dovrei tornare a Roma a maggio, magari in tempo per il derby di ritorno. Vediamo. Intanto, mi fa piacere essere qui oggi. Mando un saluto a tutti i tifosi romanisti, che sono sempre stati affettuosi con me”. Impossibile non esserlo: sullo scudetto del 2001, l'ultimo della Roma, c'è la sua firma. Ed era una firma davvero d'autore.


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