Roma, è allarme ammonizioni: Mancini, N’Dicka e Wesley a rischio per la Juve

Un’ammonizione li costringerebbe a saltare la sfida delicatissima contro la Juve. Allerta con la Cremonese, le scelte di Gasperini
Jacopo Aliprandi
4 min

Un incubo che profuma di realtà. Un tifoso della Ro ma lo ha raccontato sui social con ironia, ma dietro la battuta si nasconde un brivido autentico: «Stanotte ho sognato che Mancini, N’Dicka e Wesley prendevano un giallo contro la Cremonese. Mi sono svegliato sudato». Altro che fantasia notturna. A Trigoria, al Fulvio Bernardini, quella spia rossa lampeggia davvero. Perché il rischio è concreto, pesantissimo: un’ammonizione domenica e addio big match contro la Juventus. Un colpo al cuore della difesa, una che può cambiare la stagione. E allora chissà che anche Gasperini, in questi giorni, non abbia lanciato un’occhiata inquieta al calendario, immaginando l’eventualità peggiore: affrontare la squadra di Spalletti senza due terzi del pacchetto arretrato titolare. La situazione è chiara: Mancini, N’Dicka e Wesley sono diffidati. Tre nomi, tre pilastri, tre equilibri da preservare. Wesley, alle prese con il trauma contusivo alla caviglia sinistra rimediato contro il Napoli, difficilmente partirà dall’inizio. Ma per Mancini e N’Dicka il pericolo è reale, tangibile, dietro ogni contrasto, dietro ogni scivolata, dietro ogni protestina di troppo. 

Roma, niente trucchi: non si gioca con il regolamento

C’era una volta il “giallo cercato”, quella vecchia furbizia da manuale sporco del calcio: meglio farsi ammonire prima, in una gara meno nobile, per pulire la fedina e presentarsi immacolati al grande appuntamento. Una pratica antisportiva, rischiosa, punibile. E soprattutto lontana anni luce dalla filosofia della Roma di Gasperini. Non è nel Dna di questa squadra giocare con il regolamento. N’Dicka e Wesley navigano in diffida da settimane, senza calcoli, senza scorciatoie. Solo tensione e concentrazione. Ma la spada di Damocle resta sospesa. Un passo falso può essere letale. Tre passi falsi significherebbero presentarsi allo scontro con la Juventus senza due centrali titolari su tre e senza l’esterno brasiliano sulla corsia sinistra. Un suicidio tecnico proprio mentre si va a caccia della prima vittoria stagionale in un big match. Non il modo migliore per lanciare un segnale al campionato. E guai a sottovalutare la Cremonese. Non vince dal 7 dicembre, è vero – sette sconfitte e quattro pareggi – ma proprio per questo arriverà all’Olimpico con il coltello tra i denti. Squadra ferita, orgoglio vivo, partita da dentro o fuori. È qui che si annidano i cartellini sciocchi, le ammonizioni da nervi scoperti.

Le mosse di Gasperini per la Cremonese

Gasperini studia le mosse. Mancini potrebbe rifiatare almeno all’inizio, a patto che Hermoso sia pronto a riprendersi una maglia da titolare. Wesley va verso la panchina, ma per i noti problemi fisici. N’Dicka è difficilmente sacrificabile: è entrato in diffida venti giorni fa, dopo il giallo contro l’Udinese, e da allora cammina sul filo. Ma è troppo centrale negli equilibri per farne a meno. Preparazione doppia, dunque. Tecnica e mentale. Perché contro la Cremonese non sarà solo una questione di punti, ma di sangue freddo. Attenti a quei tre: ogni intervento peserà come un macigno, ogni contrasto sarà un esame di maturità. E mentre anche la Juventus osserva – con Locatelli e McKennie a loro volta diffidati in vista del Como – la Roma si gioca una fetta di futuro in novanta minuti che valgono molto più di quanto dicano la classifica e il calendario. Niente incubi, stavolta. Solo lucidità. Perché un giallo può cambiare tutto. 


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