© AS Roma via Getty Images Mancini lavora per diventare una bandiera della Roma: il rinnovo è vicinissimo
C’ è un uomo che sfreccia sulla fascia destra: ha lo sguardo rivolto verso la porta avversaria, la postura del corpo in avanti e il suo orizzonte punta al futuro, vicino a quel rinnovo triennale praticamente fatto. «Giocare per la Roma è un privilegio», la sua filosofia. Il nuovo accordo cancellerà il termine del 2027: la Roma ha dato priorità a Gianluca Mancini, prima ancora che ai calciatori in scadenza a giugno. Lo vedi in attacco e pensi: che ci fa lì? Non è un’ala e neppure un terzino. Adesso indossa persino una maschera per proteggere le ossa nasali fratturate: sembra un supereroe, e a forza di risolvere problemi potrebbe pure somigliarci, anche se preferisce restare semplicemente un difensore. Così l’evoluzione di Mancio è gasperinamente completata: ha cominciato la stagione da perno della difesa e la sta proseguendo, ormai da inizio novembre, sul centro-destra, dove oltre a marcare gli esterni offensivi e proteggere la porta di Svilar può togliersi la soddisfazione di partecipare alla manovra. Questo atteggiamento fin qui ha generato due assist ma anche un’esposizione maggiore al cartellino, proprio la situazione sulla quale l’allenatore gli aveva chiesto di prestare maggior attenzione. Avere a che fare con Leao, Vergara e tutti gli altri esterni offensivi del campionato non dev’essere facile: Mancini si ritrova ad affrontare gli uno contro uno in campo aperto, così deve fare fallo più spesso. Gli arbitri lo hanno ammonito 9 volte in campionato e altri due in Europa, un anno fa furono 8 i gialli in tutta la stagione e il suo primato risale al primo Mourinho, 21 gialli tra campionato e coppe. Tempo per migliorare, da questo punto di vista, ce n’è. Gestire la foga agonistica, limitando le proteste, resta un suo obiettivo.
Presente e futuro
Nel frattempo, il rinnovo fino al 2029 con opzione al 2030 a favore del club sembra soltanto una formalità. Mancini, come Cristante, è destinato a diventare una bandiera. Il 2 febbraio a Udine ha superato le presenze (303) di Bernardini, il mito al quale è intitolato il centro sportivo di Trigoria. Ora è a 306 e contro la Cremonese potrebbe giocare la partita numero 307. Il condizionale è d’obbligo, perché Gianluca è finito di nuovo in diffida e tra due gare c’è lo scontro diretto Champions con la Juve. Gasp lo rischierà chiedendogli la massima attenzione, oppure sfrutterà il ritorno di Hermoso per dargli un turno di riposo? Anche l’ipotesi della panchina, dopotutto, sarebbe un rischio. Se è il giocatore di movimento più utilizzato, 2.644’ tra Serie A ed Europa, un motivo ci sarà. In campo, più di lui, abbiamo visto solo il portiere Svilar (2.970’), mentre Soulé ha giocato 34 gare su 34 ma quasi nessuna dall’inizio alla fine.
