Tutti i retroscena della cena tra Totti e Gasperini: la chiamata di Candela, la data del 21 marzo e i dettagli sul ruolo

Lunedì sera, dopo la Juventus, Francesco e l'allenatore della Roma a cena da Rinaldi al Quirinale: tutto quello che sappiamo
Aliprandi - Marota
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 La cena è servita, il futuro pure. Dulcis in fundo: il grande ritorno di Francesco. Quello in grado di riaccendere l’entusiasmo romanista come un gol sotto la Curva Sud non è stato un incontro casuale. Totti e Gasperini ieri sera hanno mangiato al ristorante “Rinaldi al Quirinale”, uno dei locali preferiti dall’ex capitano, luogo che trasuda romanismo: dalla battuta di Francesco sulla cena mai consumata al tavolo apparecchiato con pesce pregiato e buon vino, il passo è stato tutto sommato breve.  

Retroscena Gasperini-Totti, così si è arrivati alla cena di pesce

Solo pochi giorni fa Gasperini aveva parlato chiaro: Totti sarebbe una risorsa enorme. Non una figurina, ma una figura vera. Operativa. «Avrei diverse idee su quale ruolo affidargli», aveva confidato. Parole che non sono rimaste sospese nell’aria. Così Vincent Candela, amico di entrambi, ha propiziato la cena: il francese è stato un ponte ma pure un testimone del domani che si costruisce a tavola, come in ogni storia che si rispetti. Sul menù risate, battute, ma soprattutto tanto calcio. La rosa attuale della Roma, gli obiettivi stagionali, quelli futuri. Il centenario che incombe. E la volontà comune di fare grande la Roma. Il ritorno di Totti non è più una suggestione romantica da bar dello sport. È una trattativa che prende sempre più forma. I contatti sono fitti, avanzati. Francesco è entusiasta e non vede l’ora di tornare a casa. Perché quella scritta apparsa in Curva Sud il giorno dell’addio non è mai stata solo una frase: “Totti è la Roma”. E certe verità non conoscono rughe. Gasperini è uomo pratico. E in Totti vede un aiuto concreto: come dirigente capace di incidere nelle dinamiche interne, convincente nel parlare ai giocatori e nel trasmettere identità. Non una bandiera da sventolare nelle serate di gala. Ma una presenza che lavora, consiglia, indirizza. Che pesa. Francesco non è soltanto calcio. È brand, è identità, è magnete emotivo. Nell’anno del centenario, il 2027, può diventare il volto simbolo. Sponsor, accordi, visibilità internazionale: una miniera d’oro. Ma senza perdere di vista il campo e le dinamiche tecniche, il centro di tutto nella visione di Gasp. E poi c’è Pietralata. La prima pietra del nuovo stadio sarà un momento epocale. Un passaggio che segnerà un prima e un dopo. Chi meglio di Totti per rappresentare quel salto nel futuro? Per incarnare la continuità tra la Roma che è stata e quella che sarà? Il suo ritorno avrebbe un valore simbolico enorme: una carezza al passato e una spinta poderosa verso il domani. 

Totti e il divorzio da Ilary Blasi: perché c'è una data chiave

C’è ancora uno spartiacque personale: l’udienza di divorzio del 21 marzo. Rappresenta un confine. Superato quello, la scena potrà liberarsi definitivamente. E il cerchio chiudersi. La sensazione è che la strada sia tracciata. Che entro la fine della stagione tutto possa trovare compimento. Intanto, quella cena di ieri ha fatto molto più che saziare l’appetito: ha delineato un pensiero stupendo. Un ritorno che eccita Trigoria e infiamma i tifosi. Dai Friedkin a Gasperini, passando per ogni romanista che sogna di rivedere il Capitano là dove è sempre appartenuto. Perché Totti è la Roma. E a Roma, certi amori non finiscono.  


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