Roma al bivio, per Gasperini è la resa dei conti: la Champions a senso unico
C ’è un filo rosso che attraversa e lega la stagione della Roma: episodi storti, scelte discusse, fragilità strutturali e finali di partita che diventano incubi. Un intreccio che sta frenando la corsa della squadra di Gasperini, costretto a inseguire mentre la Champions si allontana come un miraggio. Il problema non è uno solo. È un mosaico di crepe che, settimana dopo settimana, si allargano.
I nodi di Gasperini: gli arbitri e il club
Il primo nodo riguarda gli episodi arbitrali, che nelle ultime settimane hanno pesato come macigni. Le sviste contro Atalanta, Napoli e Genoa hanno sottratto punti pesanti alla Roma. A completare il quadro, domenica, l’espulsione ingiusta di Wesley sul non tocco con Diao: «Non è la prima volta che il Como ha questi episodi, sono situazioni anche molto cercate. Un po’ troppo». Parole che fanno seguito alla battaglia di Gasp sulle simulazioni e contro quei club che - secondo lui - in qualche modo le “allenano”: «Alcune società hanno persone strane prese dal mondo arbitrale che insegnano ai giocatori come buttarsi. Panchine che saltano, fanno caciara. Così il calcio si riduce a rubacchiare», aveva detto a febbraio. Sono situazioni che hanno acceso la rabbia dei tifosi e lasciato l’allenatore praticamente solo in prima linea. Una storia già vista.
Il punto dolente: Gasp e il mercato
Un altro punto dolente riguarda il mercato, su cui Gasp non ha mai nascosto una certa irritazione. Domenica, ad esempio, ha parlato delle rotazioni dei calciatori che ha sempre fatto nel corso della sua carriera: «A Roma ho dovuto adattarmi. C’è stata difficoltà nel reperire giocatori necessari alle rotazioni. Certe situazioni, come ha potuto fare il Como nel secondo tempo, noi dobbiamo gestirle diversamente». Gli investimenti tra estate e inverno avrebbero dovuto rappresentare la svolta, ma il campo secondo Gasp - tralasciando Wesley e Malen - sta raccontando altro.
