Roma al bivio, per Gasperini è la resa dei conti: la Champions a senso unico

Le simulazioni, il mercato, gli infortuni e i gol subiti allo scadere: il tecnico ne ha per tutti
Jacopo Aliprandi e Giorgio Marota

C ’è un filo rosso che attraversa e lega la stagione della Roma: episodi storti, scelte discusse, fragilità strutturali e finali di partita che diventano incubi. Un intreccio che sta frenando la corsa della squadra di Gasperini, costretto a inseguire mentre la Champions si allontana come un miraggio. Il problema non è uno solo. È un mosaico di crepe che, settimana dopo settimana, si allargano.

I nodi di Gasperini: gli arbitri e il club

Il primo nodo riguarda gli episodi arbitrali, che nelle ultime settimane hanno pesato come macigni. Le sviste contro Atalanta, Napoli e Genoa hanno sottratto punti pesanti alla Roma. A completare il quadro, domenica, l’espulsione ingiusta di Wesley sul non tocco con Diao: «Non è la prima volta che il Como ha questi episodi, sono situazioni anche molto cercate. Un po’ troppo». Parole che fanno seguito alla battaglia di Gasp sulle simulazioni e contro quei club che - secondo lui - in qualche modo le “allenano”: «Alcune società hanno persone strane prese dal mondo arbitrale che insegnano ai giocatori come buttarsi. Panchine che saltano, fanno caciara. Così il calcio si riduce a rubacchiare», aveva detto a febbraio. Sono situazioni che hanno acceso la rabbia dei tifosi e lasciato l’allenatore praticamente solo in prima linea. Una storia già vista.

Il punto dolente: Gasp e il mercato

Un altro punto dolente riguarda il mercato, su cui Gasp non ha mai nascosto una certa irritazione. Domenica, ad esempio, ha parlato delle rotazioni dei calciatori che ha sempre fatto nel corso della sua carriera: «A Roma ho dovuto adattarmi. C’è stata difficoltà nel reperire giocatori necessari alle rotazioni. Certe situazioni, come ha potuto fare il Como nel secondo tempo, noi dobbiamo gestirle diversamente». Gli investimenti tra estate e inverno avrebbero dovuto rappresentare la svolta, ma il campo secondo Gasp - tralasciando Wesley e Malen - sta raccontando altro.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Roma

La Roma e i finali di partita

C’è poi un dato che fotografa perfettamente il momento della Roma: i finali di partita. La squadra ha già incassato nove gol negli ultimi 15 minuti, una fragilità cronica che è costata 7 punti in classifica solo da dicembre in avanti. Il quarto d’ora conclusivo è il momento in cui le partite sfuggono dalle mani dei romanisti, che accusano sempre più un calo di energia e la perdita di lucidità. Chi subentra, poi, non riesce a dare il massimo. Ma neppure le decisioni tecniche - dalla formazione titolare ai cambi a gara in corso - sono rimaste immuni da domande. Alcune scelte hanno lasciato più di una perplessità.

Roma, gli infortuni e la condizione atletica

Come se non bastasse, la stagione è stata accompagnata da una lunga lista di infortuni. Finora i giocatori hanno saltato 142 partite tra Serie A e coppe. Un numero enorme, che ha costretto l’allenatore a continui aggiustamenti e rotazioni forzate. La sensazione è che anche la condizione atletica ora possa essere un tema, soprattutto in vista delle ultime 9 giornate in cui la Roma affronterà altri tre big match contro Inter, Atalanta e Lazio. Tra episodi arbitrali, mercato poco incisivo, scelte discusse, rosa imperfetta, finali fragili e infortuni, il quadro diventa chiaro: la Roma viaggia con il freno tirato. Per Gasperini la sfida adesso è doppia: tenere viva la rincorsa europea e rimettere insieme i pezzi di una stagione che, tra rabbia e rimpianti, rischia di restare incompiuta.

 


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C ’è un filo rosso che attraversa e lega la stagione della Roma: episodi storti, scelte discusse, fragilità strutturali e finali di partita che diventano incubi. Un intreccio che sta frenando la corsa della squadra di Gasperini, costretto a inseguire mentre la Champions si allontana come un miraggio. Il problema non è uno solo. È un mosaico di crepe che, settimana dopo settimana, si allargano.

I nodi di Gasperini: gli arbitri e il club

Il primo nodo riguarda gli episodi arbitrali, che nelle ultime settimane hanno pesato come macigni. Le sviste contro Atalanta, Napoli e Genoa hanno sottratto punti pesanti alla Roma. A completare il quadro, domenica, l’espulsione ingiusta di Wesley sul non tocco con Diao: «Non è la prima volta che il Como ha questi episodi, sono situazioni anche molto cercate. Un po’ troppo». Parole che fanno seguito alla battaglia di Gasp sulle simulazioni e contro quei club che - secondo lui - in qualche modo le “allenano”: «Alcune società hanno persone strane prese dal mondo arbitrale che insegnano ai giocatori come buttarsi. Panchine che saltano, fanno caciara. Così il calcio si riduce a rubacchiare», aveva detto a febbraio. Sono situazioni che hanno acceso la rabbia dei tifosi e lasciato l’allenatore praticamente solo in prima linea. Una storia già vista.

Il punto dolente: Gasp e il mercato

Un altro punto dolente riguarda il mercato, su cui Gasp non ha mai nascosto una certa irritazione. Domenica, ad esempio, ha parlato delle rotazioni dei calciatori che ha sempre fatto nel corso della sua carriera: «A Roma ho dovuto adattarmi. C’è stata difficoltà nel reperire giocatori necessari alle rotazioni. Certe situazioni, come ha potuto fare il Como nel secondo tempo, noi dobbiamo gestirle diversamente». Gli investimenti tra estate e inverno avrebbero dovuto rappresentare la svolta, ma il campo secondo Gasp - tralasciando Wesley e Malen - sta raccontando altro.

 


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