La Roma e i rinnovi sospesi: in quattro aspettano una chiamata. Ecco la strategia del club

Da Dybala a Pellegrini, rimane in stand-by il tema dei prolungamenti di contratto: tutti i dettagli
Jacopo Aliprandi
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ROMA - C’è un tempo per accelerare e uno per aspettare. La Roma, oggi, ha scelto il secondo. A Trigoria il mercato non è fatto solo di entrate e uscite, ma anche di silenzi pesanti, riflessioni strategiche e mosse rimandate. I rinnovi? Tutto fermo. In stand-by. Congelati, ma non dimenticati. Massara osserva, studia, prende tempo. Non ha ancora chiamato nessuno tra Dybala, Pellegrini, El Shaarawy e Celik. Nessuna trattativa avviata, nessuna proposta sul tavolo. Una scelta? Sì. E anche piuttosto chiara. Perché la Roma non ha chiuso le porte. Le tiene socchiuse, pronta eventualmente a riaprirle. Ma alle sue condizioni. L’idea è precisa: sedersi al tavolo solo più avanti, con numeri diversi, con offerte al ribasso rispetto agli attuali ingaggi. Un gioco di pazienza, ma anche di equilibrio economico nello spogliatoio. E mentre Massara riflette, attorno ai quattro si muove qualcosa. Il Boca Juniors osserva Dybala, su Pellegrini si registrano sondaggi dalla Premier e dall’Italia. El Shaarawy piace al Genoa, mentre Celik è finito nei radar della Juventus e del Galatasaray. Eppure, nessuna offerta vera. Solo telefonate, contatti, tentativi esplorativi. Il classico mercato che rumoreggia ma non esplode. Intanto, però, c’è una certezza: tutti e quattro vorrebbero restare. Continuare il percorso con Gasp, credere in un progetto che punta a crescere e tornare a respirare aria di Champions. Ma tra desideri e realtà c’è di mezzo un nodo complicato: costi elevati, età che avanza per qualcuno, e una sostenibilità che oggi detta legge. La sensazione è che la partita si giocherà più avanti. Quando le carte saranno scoperte, quando il mercato avrà parlato davvero.

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