Lo strano caso di Bailey: alla Roma un disastro, all’Aston Villa invece…

La meteora giallorossa sta trovando più continuità in Inghilterra. I numeri parlano chiaro
Giorgio Marota
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Ha del miracoloso il rendimento di Bailey con l’Aston Villa. O forse, molto più semplicemente, qualcosa non torna. Come si dice in questi casi: delle due, l’una. Da quando è rientrato alla base, interrompendo il prestito con la Roma, il giamaicano è sceso in campo 12 volte in due mesi con la squadra di Birmingham, già una in più rispetto alle 11 complessive in giallorosso da agosto a gennaio. Il totale dei minuti collezionati dal suo ritorno in Inghilterra è di 347 considerando quelli in Premier, in FA Cup e in Europa League. Gasperini, vedendolo sempre in infermeria, aveva potuto schierarlo solamente per 317 giri di lancette.  

Bailey si è ritrovato. Niente infortuni...

Come spiegarsi questo rendimento a due velocità? Per quale ragione Bailey a Roma si faceva sempre male e impiegava più del previsto a recuperare mentre all’Aston Villa la sua condizione atletica sembra al top? Le domande restano aperte, ma interrogano lo staff medico giallorosso tanto quanto il calciatore. L’avventura di Bailey nella Capitale, come ricorderete, era cominciata malissimo: l’attaccante si fece male al primo allenamento con la squadra (lesione al retto femorale destro) dopo aver calciato un pallone; questo accadeva un paio d’ore dopo la firma sul contratto che lo avrebbe legato ai colori giallorossi in prestito con diritto di riscatto a 22 milioni di euro. Rimasto fuori fino all’inizio di ottobre, è tornato a disposizione dopo la seconda sosta per le nazionali, ma si è rifatto male a novembre al bicipite femorale. E a fine dicembre, dopo Juve-Roma, ha di nuovo alzato bandiera bianca. Ben 16 le gare saltate. Un lontano ricordo. 

 

 


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