Malen, Pellegrini e non solo: le tentazioni di Gasperini verso l’Inter. Ecco il nuovo assetto della Roma
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Forse ha sempre avuto ragione Osvaldo Soriano, il celebre scrittore argentino nato a Mar del Plata come Matias Soulé: “In fin dei conti il calcio è fantasia, un cartone animato per adulti”. Dunque, cosa potrebbe mai giustificare la tentazione di mettersi al riparo dai pericoli immaginati anziché avventurarsi nell’ignoto di un destino possibile? Soltanto la condizione fisica del calciatore più brillante, verrebbe da dire. Gasperini, mentre attende con trepidazione i ritorni dei calciatori impegnati con le nazionali (augurandosi che i problemi siano finiti con il ko di Wesley), comincia pure a pensare all’assetto anti Inter. La logica imporrebbe l’utilizzo di un centrocampista in più per starsene un po’ coperti e tentare di arginare il miglior attacco della Serie A. La Roma, dopotutto, ha già giocato con Koné, Cristante e Pisilli insieme; in questo caso, senza Manu (infortunato), ci sarebbe El Aynaoui, ancora una volta rigenerato dalla cura Marocco. Eppure, nella logica della fantasia e degli azzardi che aiutano gli audaci e i sognatori, rinunciare a uno tra Pellegrini e Soulé, proprio ora che Matias comincia a stare bene, somiglia a un piccolo passo indietro. La sensazione, con tre allenamenti ancora da svolgere, è che non accadrà. A meno che Soulé non arrivi ancora un po’ claudicante alla giornata di Pasqua. Se così fosse, si trasformerebbe in una freccia da scoccare nella ripresa.
Le scelte di Gasperini
La formula più offensiva comincia in qualsiasi caso a farsi largo nella testa del tecnico: Malen davanti, il numero 7 e il numero 18 alle sue spalle. Gasp non aspetta altro che il rientro di Donny, previsto stamattina dopo l’amichevole di ieri tra Olanda e Colombia, per testare un assetto che fin qui ha potuto utilizzare soltanto due volte: a Udine il 2 febbraio (sconfitta per 1-0) e la settimana successiva contro il Cagliari all’Olimpico (vittoria per 2-0). Serve una prova del nove, in attesa che almeno Dybala e Dovbyk possano rimpolpare a inizio maggio un reparto ancora in emergenza.
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