Bruno Conti pensa all'addio: solo Friedkin può cambiare le cose e farlo restare alla Roma. Dubbi anche su Alberto De Rossi

È un simbolo del club da mezzo secolo, ma la decisione è arrivata dopo una lunga riflessione: presto un vertice. Tutte le novità del settore giovanile giallorosso
Guido D'Ubaldo
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La sua lunga e appassionante storia giallorossa, cominciata agli inizi degli anni Settanta da calciatore e continuata finora da dirigente, sembra giunta al capolinea. Il contratto di Bruno Conti, oggi selezionatore delle squadre Under 14, scade a giugno e non verrà rinnovato. Una decisione che ha maturato da tempo ma che non ha ancora ufficializzato. Non è facile recidere quel cordone ombelicale che lo lega alla Roma. Oggi Bruno è un nonno felice di 71 anni che ha vissuto una passione sportiva per più di mezzo secolo. Sta maturando questa uscita di scena che dovrebbe ufficializzare a fine stagione, quando avrà un incontro con la proprietà. In mezzo secolo sono cambiate tante cose e negli ultimi tempi il suo ruolo nel settore giovanile è diventato sempre meno centrale. Bruno inoltre deve monitorare la salute, si sottopone a continui controlli, terapie innovative per allontanare un male che è riuscito a sconfiggere.

Conti e la storia con la Roma

Conti non verrà ricordato solo per essere stato campione del mondo, campione d’Italia, uno degli esterni più forti al mondo. Ma si è messo a totale disposizione della Roma, accettando anche di guidare la squadra dalla panchina in un periodo complicatissimo, con il rischio della retrocessione. Una volta raggiunto l’obiettivo, da direttore tecnico scelse Luciano Spalletti come suo successore. Una breve parentesi che non lo distrasse dal ruolo principale, quello di scoprire talenti. Ogni ragazzino portato in prima squadra ha la sua storia. Da De Rossi a Pisilli, fino a quelli che sono andati in giro per l’Europa per fare preziose plusvalenze. In ogni operazione Bruno ci ha messo qualcosa di suo. Per tesserare Okaka, per esempio, offrì al padre il posto da custode a Trigoria e alla madre il compito di rifare le camere dei ragazzi nel pensionato del settore giovanile. Ma oggi non è più quel mondo, non è più quel calcio (lo abbiamo visto anche con la Nazionale...) e anche la gestione del vivaio ha subito una grande trasformazione. Intanto è imminente il ritorno di Massimo Tarantino, che lascerà l’Inter per tornare alla Roma dove era stato portato dal 2013 al 2019 da Baldissoni. Sarà il nuovo responsabile e dovrebbe essere affiancato da Pasquale Berardi come capo scouting.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Roma

Il futuro di Alberto De Rossi

A giugno scadrà il contratto anche di Alberto De Rossi che in questi anni è stato molto vicino a Conti. Che non si ritroverebbe più nel suo mondo. Solo i Friedkin potrebbero convincere Bruno a rivedere una decisione che sta maturando negli ultimi giorni, spinto anche dal desiderio di affiancare i figli Andrea e Daniele nell’attività della nuova struttura sportiva, la Conti Sport City, sorta da qualche anni ad Anzio. Ci sono tanti eventi da organizzare e Bruno può dare il suo prezioso contributo, è ancora un beniamino per migliaia di appassionati di calcio. Non sarà facile raccogliere la sua eredità che per decenni ha portato in prima squadra giocatori che hanno lasciato il segno: oltre a De Rossi (ma prima ancora D’Agostino e Lanzaro), Pepe, Aquilani, Bovo, Romagnoli, Bertolacci, Caprari, Florenzi, Politano, Frattesi, Scamacca, Calafiori, Pellegrini, Zalewski, Bove e Pisilli e tanti altri. Sipario. Applausi.

 


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La sua lunga e appassionante storia giallorossa, cominciata agli inizi degli anni Settanta da calciatore e continuata finora da dirigente, sembra giunta al capolinea. Il contratto di Bruno Conti, oggi selezionatore delle squadre Under 14, scade a giugno e non verrà rinnovato. Una decisione che ha maturato da tempo ma che non ha ancora ufficializzato. Non è facile recidere quel cordone ombelicale che lo lega alla Roma. Oggi Bruno è un nonno felice di 71 anni che ha vissuto una passione sportiva per più di mezzo secolo. Sta maturando questa uscita di scena che dovrebbe ufficializzare a fine stagione, quando avrà un incontro con la proprietà. In mezzo secolo sono cambiate tante cose e negli ultimi tempi il suo ruolo nel settore giovanile è diventato sempre meno centrale. Bruno inoltre deve monitorare la salute, si sottopone a continui controlli, terapie innovative per allontanare un male che è riuscito a sconfiggere.

Conti e la storia con la Roma

Conti non verrà ricordato solo per essere stato campione del mondo, campione d’Italia, uno degli esterni più forti al mondo. Ma si è messo a totale disposizione della Roma, accettando anche di guidare la squadra dalla panchina in un periodo complicatissimo, con il rischio della retrocessione. Una volta raggiunto l’obiettivo, da direttore tecnico scelse Luciano Spalletti come suo successore. Una breve parentesi che non lo distrasse dal ruolo principale, quello di scoprire talenti. Ogni ragazzino portato in prima squadra ha la sua storia. Da De Rossi a Pisilli, fino a quelli che sono andati in giro per l’Europa per fare preziose plusvalenze. In ogni operazione Bruno ci ha messo qualcosa di suo. Per tesserare Okaka, per esempio, offrì al padre il posto da custode a Trigoria e alla madre il compito di rifare le camere dei ragazzi nel pensionato del settore giovanile. Ma oggi non è più quel mondo, non è più quel calcio (lo abbiamo visto anche con la Nazionale...) e anche la gestione del vivaio ha subito una grande trasformazione. Intanto è imminente il ritorno di Massimo Tarantino, che lascerà l’Inter per tornare alla Roma dove era stato portato dal 2013 al 2019 da Baldissoni. Sarà il nuovo responsabile e dovrebbe essere affiancato da Pasquale Berardi come capo scouting.

 


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