Mercato Roma, solo in nove sono sicuri di restare
Nessuno si senta davvero al sicuro. Il messaggio che Dan Friedkin ha fatto recapitare ai naviganti, ancora nel bel mezzo della burrasca di San Siro, suona più o meno così. La cultura degli alibi è stata spazzata via in una notte, dopo il miliardo investimento in 5 anni senza mai raggiungere la Champions e con un invito appena sussurrato ma deciso a una squadra che, subendo per la prima volta 5 gol dopo la crisi di marzo, ha cominciato a dare preoccupanti segnali di deriva. Dire che il presidente non abbia gradito il crollo è un eufemismo. Così ha iniziato a fare i conti, anche in uscita.
Scadenze e mancati riscatti
Tra quelli che sembrano già con un piede e mezzo fuori da Trigoria ci sono Celik ed El Shaarawy, entrambi svincolati al 1° di luglio, ma con speranze di rinnovo se possibile ancora più ridotte rispetto a quelle già flebili di Pellegrini e Dybala, che si trovano nelle stesse condizioni contrattuali. Ferguson e Tsimikas verranno certamente rispediti in Premier (al Brighton e al Liverpool) a chiusura della stagione di prestito. Non sembrano esserci margini neppure per i riscatti di Zaragoza e Venturino: i 20,5 milioni di euro che sarebbero stati investiti per i due attaccanti (13,5 e 7) rappresenteranno un tesoretto di partenza per l’acquisto di un’ala sinistra offensiva più affidabile e incisiva sotto porta. Anche due calciatori che a inizio stagione partivano con prospettive da titolari ora sono ai margini: da una parte c’è Angeliño, che ha vissuto un calvario a causa di un problema fisico mai davvero risolto, dall’altra Dovbyk, mai davvero entrato nel cuore di Gasp al punto che il tecnico non lo considera più nemmeno tra gli assenti dell’infermeria nonostante ci siano buone speranze di rivederlo in campo a maggio.
