Malen, finalmente un attaccante da Roma: il riscatto è in preventivo. Dopo 181 milioni spesi dal 2020...
ROMA - C’è voluto tempo, denaro, pazienza. E forse anche un pizzico di ostinazione. Ma alla fine la Roma ha trovato il suo numero 9. O, in questo caso, il suo numero 14. Donyell Malen non è soltanto una sorpresa: è una liberazione. Dopo sette centravanti, cinque stagioni e circa 181 milioni complessivi tra cartellini e stipendi, il club giallorosso può finalmente dire di avere un bomber vero, uno di quelli che trasformano le partite e cambiano le stagioni.
I numeri di Malen
Undici gol in quattordici partite di campionato. Numeri che parlano da soli, ma che acquistano ancora più peso se inseriti nel contesto: Malen è oggi il miglior centravanti della Serie A per rendimento e incisività. Davanti a lui, nella classifica marcatori, resiste soltanto Nico Paz (12 gol) e Lautaro Martínez con 16 reti, ma l’argentino è fermo ai box per infortunio. Il distacco è minimo, appena cinque gol, e la sensazione è che la corsa in queste ultime quattro giornate di campionato sia più aperta che mai. Non è solo una questione di numeri attuali. È anche una questione storica. Da quando la Fifa ha introdotto il mercato invernale nella stagione 2001/02, soltanto un giocatore arrivato a gennaio in Serie A ha fatto meglio di Malen: Mario Balotelli, capace di segnare 12 reti con il Milan nel 2012/13. Donny ha ancora margine per riscrivere anche questo primato.
Le punte passate
La verità è che la Roma veniva da anni complicati nella ricerca del centravanti. Dal 2020/21, nell’era Friedkin, si sono alternati nomi, investimenti e speranze spesso disattese. Borja Mayoral, arrivato in prestito (2,5 milioni) con 5 milioni lordi di ingaggio in un anno. Tammy Abraham, colpo da 41 milioni più 18 lordi in tre stagioni, tra alti e bassi. Eldor Shomurodov, 20 milioni più 8 lordi in quattro anni, senza mai lasciare davvero il segno. Andrea Belotti, arrivato a parametro zero ma costato 8 milioni lordi in due anni, non pervenuto. Romelu Lukaku, prestito oneroso da 6 milioni più 10 lordi in una stagione, parentesi potente ma fugace e senza mai brillare nei big match. Sardar Azmoun, prestito gratuito e 2,6 lordi, comparsa più che protagonista. Artem Dovbyk, 41 milioni più 13 lordi in due anni, investimento importante ma senza la continuità sperata. Infine Ferguson: prestito di 3 milioni e ingaggio da 3 milioni, non pervenuto. Un elenco lungo, costoso, e spesso deludente: 181 milioni di euro (mal) spesi in sei stagioni tra cartellini e stipendi. Fino al colpo di coda. Fino a Malen.
Finalmente Malen
Arrivato in prestito per 2 milioni, con un riscatto fissato e già messo in conto a 25 milioni e un ingaggio da 6 milioni lordi annui, l’olandese rappresenta finalmente un investimento sensato, produttivo, quasi sorprendente per rapporto qualità-prezzo. Ogni euro speso sembra già ripagato dai gol (uno ogni 103 minuti), dalle prestazioni, dall’impatto. Ma più dei numeri, colpisce la sensazione. Malen è sempre dentro la partita, sempre pericoloso, sempre decisivo. Ha continuità, fame, concretezza. Quella che alla Roma è mancata per anni là davanti. Non è solo un finalizzatore: è un riferimento, un punto fermo, un uomo squadra. E allora sì, questa volta si può dire senza esitazioni: la Roma ha trovato il suo bomber. Dopo tanto cercare, finalmente, lo ha trovato davvero.
