Ryan Friedkin sbarca a Roma, Dybala aspetta: il faccia a faccia per decidere sul rinnovo

Ieri l’agente era a Trigoria, ma il rinnovo verrà deciso con l’arrivo del vicepresidente atteso tra domani e venerdì
Jacopo Aliprandi
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ROMA - Paulo Dybala aspetta Ryan Friedkin. E Roma, intanto, trattiene il fiato. Perché il futuro della Joya non è più soltanto una questione contrattuale: è diventato un caso emotivo, tecnico, identitario. Un dentro o fuori che sta scatenando Trigoria e dividendo sogni, paure e speranze di un ambiente. Tra domani e venerdì il vicepresidente giallorosso sarà al Fulvio Bernardini e allora arriverà il momento della verità. Sul tavolo ci saranno i rinnovi, la scelta del nuovo direttore sportivo, gli equilibri societari. Ma soprattutto ci sarà lui, Paulo. Il dossier più delicato, il nome che più di tutti riesce ancora a spostare umori e battiti del mondo romanista. Al Fulvio Bernardini l’aria è elettrica. Si vive sospesi tra adrenalina e tensione. Da una parte la rincorsa Champions, con il derby ormai dietro l’angolo e una città già in fibrillazione. Dall’altra le decisioni dei Friedkin, che negli ultimi tempi hanno scelto di consegnare piena fiducia e pieni poteri a Gasperini, facendo un passo indietro rispetto alla figura di Claudio Ranieri come senior advisor e, a breve, scegliendo il nuovo diesse al posto di Massara. Una rivoluzione silenziosa ma pesantissima negli equilibri interni del club.

Faccia a faccia

E in mezzo a tutto questo c’è Dybala, che il derby vuole viverlo da protagonista. Con la voglia di incidere, di prendersi ancora una volta la scena, di ricordare a tutti perché la Roma fatica persino a immaginarsi senza il suo numero 21. Gasperini, in questo senso, è stato chiarissimo: spinge per il rinnovo. Vuole tenersi stretto il talento, la fantasia, il carisma di un giocatore che, anche quando il fisico lo costringe a rallentare, resta capace di cambiare il volto di una partita con una sola giocata. Ryan Friedkin vuole parlarne faccia a faccia: con il tecnico, con l’agente Carlos Novel e con lo stesso Paulo. I dialoghi entreranno presto nel vivo. 

Nuovo accordo

Ieri Novel era a Trigoria per Dybala, non ha incontrato Gasperini, assente per il giorno di riposo concesso alla squadra. Il summit vero deve ancora arrivare. E sarà decisivo anche per definire la nuova struttura dell’accordo economico. Perché Paulo è disposto a venire incontro alla Roma in tutto e per tutto. Taglio netto dell’ingaggio, parte fissa più bassa, bonus legati a presenze e rendimento: una formula moderna, intelligente, quasi simbolica. Un gesto che racconta quanto il legame con la Roma sia diventato qualcosa di più profondo di un semplice contratto. 

Attesa

La verità è che Dybala non vuole andare via. Non adesso. Non così. Ha chiesto a Oriana di aspettare ancora uno o due anni prima del ritorno in Argentina. Il Boca Juniors può attendere. Così come possono aspettare le sirene americane. Paulo vuole ancora la Roma, vuole ancora l’Europa, vuole arrivare al centenario del club con questa maglia addosso. E soprattutto non vuole salutare i tifosi all’improvviso, magari già nella prossima partita all’Olimpico. Anche per questo gran parte della tifoseria spinge per la permanenza, purché a cifre sostenibili. Perché il ragionamento è semplice: davvero la Roma può permettersi di rinunciare a uno così? A un giocatore che, pure limitato dagli infortuni, riesce a essere decisivo anche giocando meno? La risposta l’ha data domenica scorsa contro il Parma. Dybala per Gasperini non è soltanto un calciatore. È una scintilla. È la stella che accende lo stadio, che trascina emotivamente la squadra, che sposta l’inerzia delle partite e spesso anche delle stagioni. I prossimi giorni saranno cruciali. A Trigoria si aspetta Ryan Friedkin, ma soprattutto si aspetta una scelta. La fumata bianca non è ancora arrivata, ma adesso più che mai non è affatto un’utopia.


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