L’ascesa di Ryan Friedkin: papà Dan lo ha messo al comando della Roma

Il vicepresidente è ormai centro di gravità del mondo giallorosso
Giorgio Marota
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L’ultima volta Dan Friedkin ha fatto tappa a Roma non perché la squadra fosse prima in classifica, ma per presenziare all’assemblea dell’EFC, l’associazione europea dei club, in cui ha un ruolo di prim’ordine all’interno del board. Il 7 ottobre il 289° uomo più ricco del mondo (secondo Forbes) planò col proprio aereo privato sulla Città Eterna e, con l’occasione, fece pure un salto a Trigoria. È sbagliato dire che la Roma non sia al centro dei suoi pensieri, però va anche detto che in prima persona se ne sta occupando sempre di meno. È il concetto stesso di delega nella visione di una proprietà americana che qui trova piena attuazione: Dan ha spedito il figlio Corbin a Roma subito dopo l’addio di Ranieri e adesso ha inviato Ryan per affrontare - di petto - tutte le questioni rimaste irrisolte dentro e fuori dal centro sportivo.

 

Ryan Friedkin al centro della Roma

Ryan Friedkin, 35 anni compiuti ad aprile, oggi è il centro di gravità attorno al quale si muove tutto: i rapporti con Gasp, la sistemazione degli staff (tecnico e medico), la ricerca del nuovo ds, il progetto stadio, persino l’organizzazione del prossimo ritiro. Dan sta affidando sempre più poter al figlio che più gli somiglia per mentalità imprenditoriale e passioni. La famiglia, dopotutto, si occupa di tanto altro al di là del calcio: la rivendita di Toyota negli Stati Uniti, le produzioni cinematografiche, gli hotel di lusso e diverse altre iniziative parallele. Ryan, tra l’altro, torna sempre molto volentieri a Roma: l’ultima volta, prima di questa visita, è successo a gennaio per seguire da vicino le operazioni di mercato. Il suo intervento nella trattativa Malen si rivelò decisivo per chiudere uno degli acquisti più vantaggiosi della storia recente del club.  

 

 

 


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