L’ombra di Gasperini e il cerchio magico del derby: il "racconto" della Roma di Tullio Gritti

Un inedito rito collettivo prima di andare a festeggiare insieme ai tifosi giallorossi: ecco cosa ha detto il tecnico di Grugliasco a fine partita
Jacopo Aliprandi-Giorgio Marota
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ROMA - È stato Tullio Gritti, da circa vent’anni l’ombra di Gasperini, a chiedere a ciascun calciatore della Roma di fermare per un attimo i festeggiamenti “personali” per dare vita a un inedito rito collettivo. «Tutti qui, tutti qui», gridava il vice allenatore della Roma nella baraonda generale di un derby appena vinto. Gritti, e con lui subito dopo il capo allenatore, hanno creato con capitan Cristante e compagni un cerchio, richiamando pure l’attenzione dei componenti dello staff tecnico e di tutte le altre persone che a vario titolo si trovavano in panchina o a ridosso di essa. C’erano anche i calciatori infortunati e in borghese, come Pellegrini e Venturino. «Siete stati fantastici, grandi ragazzi» ha gridato Gasp mentre in sottofondo risuonava "Grazie Roma" di Venditti.

 

Roma, un gruppo unito

La penultima immagine del derby - l’ultima il giro di campo per ringraziare i tifosi con annesso omaggio a El Shaarawy sotto la Sud - è stata quella di un gruppo unito e coeso, capace di andare oltre i propri limiti anche nei momenti di maggiore difficoltà. La scena del "cerchio magico", com’era prevedibile, ha fatto il giro dei social nella giornata di ieri, ricevendo migliaia di like e di commenti su tutte le piattaforme. «Quanto siete belli!», «Che gruppo meraviglioso!» e, ancora, «Qui si vede tutto il cuore di questa squadra» sono stati solo alcuni dei commenti che hanno ricevuto il maggior numero di apprezzamenti. La Roma, unita, si avvicina all’ultimo atto di Verona con questo spirito. «È una squadra che ci mette sempre la faccia, è sempre presente e quando perde ci sta male. Non è da tutti», aveva detto il tecnico in tempi non sospetti. Lo aveva capito prima di tutti. 

 


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