Gasperini porta la Roma in alto: superate Milan, Atalanta e Napoli nel valore della rosa
"Responsabile tecnico" non è per forza sinonimo di allenatore. Il 6 giugno di un anno fa la Roma ha annunciato il suo nuovo condottiero con questa qualifica, prefigurando qualcosa che andasse un po’ oltre il concetto di figura incaricata di allenare e gestire lo spogliatoio. «Gasperini è il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra. La sua carriera è stata finora caratterizzata da tattiche innovative, cultura del lavoro e una straordinaria capacità di valorizzare i giocatori», fu il messaggio di benvenuto della proprietà. Le tattiche innovative si sono viste subito: la Roma ha giocato per la prima volta uomo su uomo, dimostrandosi regina del pressing ma con una gestione differente rispetto al forcing atalantino, quando la linea difensiva spesso si ritrovava a centrocampo per seguire uomini e pallone. Gasp, come ogni grande allenatore, ha portato le proprie idee adattandosi al materiale a disposizione. La cultura del lavoro? Anche quella è sembrata palese fin dal principio. Gli sono bastate poche sedute per cambiare la mentalità del gruppo, portando ciascun calciatore a spingere oltre i propri limiti tra doppie sedute e sessioni tattiche intense. Il risultato: una forma atletica eccellente per quasi tutta la stagione, a eccezione del calo di marzo. Infine, c’è la valorizzazione dei singoli. Gian Piero non ha scelto la Roma per continuare a trasformare i talenti in plusvalenze, come faceva spesso e volentieri a Bergamo, bensì ha puntato la bussola sulla Capitale per provare a vincere in poco tempo, forte dell’ambizione sua e delle risorse economiche di una delle proprietà più ricche del campionato. Far crescere il valore della rosa è sempre stato un suo obiettivo, ma non per far contenti gli altri.
Roma, il valore della rosa è cresciuto più del 50%: quanto valgono i singoli calciatori
VALORI. Così è compiuta anche la terza missione. Secondo Transfermarkt la rosa giallorossa è cresciuta del 53,3% da giugno 2025 a giugno 2026, passando da una valutazione di 304 milioni a una di 465,9. Un’estate fa questa era la sesta rosa della Serie A - continuavano a chiamarla “banda del sesto posto”... -, trovandosi molto più vicina al 7° posto della Lazio (+14 milioni) che al 5° del Napoli (-51). Dodici mesi dopo si è capovolto il mondo: il miglioramento dei singoli, le vittorie, il terzo posto e il rendimento in ascesa hanno permesso alla Gasp band di raggiungere il terzo posto anche di questa classifica, superando in un baleno Napoli, Atalanta e Milan. Oggi solamente l’Inter campione d’Italia - 646,7 milioni - e la Juve (499,7 ma con un calo del 19,8%) sono quotate di più. E giusto il roster del Como, cresciuto del 118,9%, ha viaggiato a un ritmo più elevato. Sono tanti i singoli ad avere un grafico al rialzo: ad esempio, secondo il portale specializzato, Ghilardi valeva 5 milioni e oggi è valutato 18, mentre Celik è passato da 6 a 14, Pisilli da 13 a 30, El Aynaoui da 15 a 23, Malen da 25 a 45 e Svilar da 25 a 35. Poi, è ovviamente l’andamento del mercato a determinare i valori e non le valutazioni fatte su carta o sulla base dei dati. Per Mile, ad esempio, la Roma ha rifiutato 50 milioni dal Chelsea. Sarebbe stata una plusvalenza totale, ma poter contare sul miglior portiere della Serie A evidentemente non ha prezzo.
