La mossa della Roma sul settlement agreement: Friedkin chiama la Uefa. C’è l’ipotesi rinvio

Contatti diretti tra Dan e Ceferin: il presidente sta valutando di rinviare di un anno la scadenza
Jacopo Aliprandi
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Nove giorni per decidere il futuro. Nove giorni per capire se la Roma potrà presentarsi alla nuova stagione senza sacrificare uno dei suoi gioielli o se dovrà fare i conti con i vincoli del fair play finanziario. Ma la novità più importante è un’altra: a trattare con l’Uefa non sono i dirigenti giallorossi. In prima linea ci sono direttamente i Friedkin, con Dan protagonista assoluto di un dialogo che può incidere profondamente sulle strategie del club. La posizione di Friedkin non è certo marginale. Anzi. Il proprietario della Roma siede infatti nel Comitato Esecutivo dell’EFC, un organismo composto da appena 31 membri scelti dai vertici di Uefa ed EFC su oltre 800 club europei. Ed è proprio lui a portare avanti il confronto con il presidente Uefa Ceferin, cercando una soluzione che consenta al club di rispettare i parametri europei senza compromettere il progetto tecnico affidato a Gasperini. Perché il messaggio arrivato dal tecnico è chiaro: i giocatori più forti devono restare. Un principio che ha inevitabilmente orientato le mosse della proprietà, impegnata su due fronti paralleli.

Roma, servono più di 20 milioni in plusvalenze

La prima strada è quella più immediata. Generare plusvalenze attraverso la cessione di elementi considerati sacrificabili o non centrali nel nuovo progetto. Tra i nomi che possono garantire un incasso importante c’è Soulé, profilo che continua ad attirare interesse sul mercato tra Spagna, Inghilterra e Germania. L’obiettivo sarebbe produrre tra i 20 e i 25 milioni di plusvalenze e poi arrivare a un accordo con l’Uefa, accettando anche una multa significativa pur di chiudere definitivamente il capitolo settlement agreement.

La Roma valuta uno slittamento dell'accordo

La seconda ipotesi è quella da prendere in considerazione se non dovessero materializzarsi le cessioni entro il 30 giugno. La Roma sta valutando la possibilità di ottenere uno slittamento di un anno dell’accordo. Una soluzione che cambierebbe radicalmente lo scenario. Il triennio di riferimento diventerebbe infatti quello compreso tra il 2025 e il 2027, facendo uscire dai conteggi l’esercizio 2024, quello chiuso con una perdita da 81,4 milioni di euro. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile visto che la perdita complessiva del triennio non può superare i 60 milioni. Rinviare il settlement consentirebbe alla Roma di sfruttare gli introiti della Champions e quelli derivanti dai nuovi accordi commerciali, alleggerendo la pressione sulle cessioni e permettendo al club di mantenere l’ossatura della squadra. Certo, qualche operazione in uscita resterebbe comunque necessaria per finanziare gli investimenti in questa sessione di mercato, soprattutto in un attacco che Gasp vuole rinforzare con profili di alto livello. Da una parte quindi c’è la possibilità di liberarsi definitivamente del contenzioso con l’Uefa. Dall’altra la tentazione di guadagnare tempo e sfruttare la crescita dei ricavi per evitare sanzioni pesanti dall’Uefa. Dan Friedkin sta valutando ogni scenario. Le prossime ore diranno quale strada verrà scelta. E forse anche quale sarà il vero volto della Roma che verrà.


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