Dybala, basta poco per battere la nostalgia Juve© ANSA

Dybala, basta poco per battere la nostalgia Juve

Giornata difficile, poi lo spunto del campione e il ringraziamento di Abraham: così la Joya si lascia alle spalle sette anni di Stadium
Roberto Maida
5 min

INVIATO A TORINO - La differenza può essere nell’idea, che è già per pochi. La grande differenza è nella capacità di applicarla, quell’idea, rendendola funzionale al raggiungimento dell’obiettivo. Il senso del campionissimo è tutto lì, nell’attimo. Paulo Dybala ha trovato, anche dentro alla partita del cuore spezzato, anche dopo 68 minuti di buio, la giocata che ha risolto i problemi della Roma, con l’unico pallone toccato nell’area avversaria. Quella volée acrobatica, dopo un agile movimento sul secondo palo, è stata premiata dall’assist per Abraham, che infatti lo ha ringraziato del regalo, e ha cancellato in un secondo undici anni di incubi, nei quali proprio Dybala aveva avuto un ruolo quando vestiva l’altra maglia. È per questo che l’hanno chiamato. E per questo già lo amano.

L’emozione di Dybala

Non è stata la sua migliore esibizione. Ma forse non poteva esserlo, alla prima visita da avversario nello Stadium. Troppa passione addosso, troppi pensieri nel petto. I tifosi lo hanno salutato un’oretta prima della partita con applausi e un paio di striscioni, mentre si scaldava, e con un boato all’annuncio delle formazioni. Per la verità qualcuno lo ha pure fischiato, quando Mourinho lo ha sostituito. È stato accolto con un po’ di freddezza, per la verità. Non come un eroe ferito. Ma per la maggioranza degli juventini, Dybala era ancora un amico: la Curva ha mostrato il rispetto che si deve a chi ha subìto una scelta, la separazione, senza provocare uno strappo.

Dybala e la determinazione

Il turbine delle emozioni lo ha magari condizionato, molto più del rendimento scadente della squadra, anche se Mourinho sostiene il contrario. In tutto il primo tempo Dybala ha toccato pochissimi palloni, senza mai costruire pericoli nella metà campo avversaria. Ma anche nel secondo tempo, fino all’episodio decisivo, è sembrato in difficoltà fisica contro gli ex compagni, che con i raddoppi gli soffiavano spesso il pallone. Pazienza, alla Roma per ora va bene anche così. Se il primo pareggio in questo stadio è coinciso con la prima volta di Dybala, il segnale è decisamente positivo.

Dybala, voglia di vincere

Lo è anche l’atteggiamento di Paolino, nomignolo che gli ha affibbiato Mourinho, per niente appagato dall’assist numero 50 in Serie A. Subito dopo il pareggio, mentre Abraham festeggiava il primo gol della sua stagione, Dybala ha pensato soprattutto a recuperare il pallone nella porta di Szczesny per tornare in fretta a centrocampo. Voleva vincerla, la partita, non tanto per dimostrare alla dirigenza della Juventus che non meritava di essere scaricato, quanto per trasmettere ai compagni la sua mentalità. Con uno così, si va su tutti i campi per ottenere il massimo.

Dybala in crescita

Non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, infatti è uscito quando la Roma aveva necessità di custodire l’1-1, ma sta crescendo di condizione. Martedì contro il Monza, nell’Olimpico che come al solito sarà pieno e tutto dalla sua parte, cercherà di segnare anche il primo gol. A quel punto, con la maschera, sarà tutto in discesa. Intanto Dybala torna da Torino con i dolci abbracci di tutti i componenti della panchina juventina, massaggiatori e magazzinieri compresi, e con la maglia di Vlahovic, che gli ha chiesto la sua al fischio finale. Questa giornata doveva capitare e doveva essere vissuta, prima o dopo. Si è conclusa con i tifosi della Roma in festa e quelli della Juve delusi. E con un pareggio che non sfregia il passato e non frena il futuro. Poteva andare molto peggio, nella sua sceneggiatura personale.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Dybala