Dybala, il calcio fatto leader della Roma

La Joya sta diventando un punto di riferimento attraverso la qualità del gioco: contro il Ludogorets c’è bisogno della sua guida tecnica
Dybala, il calcio fatto leader della Roma© Getty Images
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Roberto Maida

ROMA - Non giocava una partita intera da tre mesi e mezzo, quando doveva ancora elaborare il lutto dell’addio alla Juventus. È tornato a farlo nella serata più difficile e imprevedibile per la Roma, sconvolta e travolta da Udogie e Samardzic, Pereyra e Deulofeu, senza smettere mai di creare e sprintare, con l’animo di chi non accetta di essere sovrastato. Paulo Dybala è stato l’esempio virtuoso di una partita viziata, la guida tecnica di una squadra che aspettava da anni un calciatore capace di indicarle la retta via. Non devono perciò stupire gli elogi che gli ha riservato ancora una volta Mourinho: Paolino «l’artista», come lo ha ribattezzato, ha incassato l’ammonizione ingiusta di Maresca ma ha continuato a sprigionare talento al servizio dei compagni, purtroppo non abbastanza lucidi e brillanti per accoglierne i suggerimenti. Si è sbracciato incessantemente per dettare i passaggi, spiegare i movimenti, scuotere dal torpore. Non è bastato a Udine, dove comunque è stato il migliore dei suoi, ma servirà in futuro.

Carisma Dybala

Non devi avere la grinta di Gattuso o l’aggressività di De Rossi per essere un leader. Dybala per la Roma sta diventando un punto di riferimento attraverso la qualità del gioco. Mourinho lo ha ringraziato anche alla Dacia Arena, riservandogli un caldo abbraccio, perché si è reso conto che buona parte del destino della squadra dipenderà da lui. Lo immaginava anche prima, in verità, altrimenti non lo avrebbe portato alla Roma. Ma allenandolo ogni giorno ne ha compreso appieno la grandezza, non solo professionale ma anche umana. Attraverso Dybala, anche gli altri calciatori della rosa possono salire di livello. Purché non si accontentino di vivacchiare sulle belle sensazioni generate dalla vittoria di Tirana.

Dybala, sempre dentro

Morale: anche domani sera a Razgrad, salvo problemi o ripensamenti dell’ultim’ora, Dybala giocherà dal primo minuto. Non è questo il momento di riposare, dopo una sconfitta e prima di una partita che deve restituire lo slancio perduto. Se poi le circostanze lo consentiranno, come è auspicabile, potrà uscire dopo un’ora per conservare una condizione atletica adeguata ai prossimi impegni: lunedì a Empoli e la domenica successiva contro l’Atalanta. Il turnover per lui dovrebbe scoccare giovedì 15, sempre in Europa League, quando all’Olimpico arriverà l’Hjk Helsinki. Ora è presto, ora c’è bisogno di Dybala.

Roma, tranquillità

«Non eravamo i peggiori prima, non siamo i migliori adesso» raccontava dopo la doppietta al Monza, che forse aveva illuso qualcuno sul valore attuale della Roma. Oggi, se potesse o volesse parlare ai tifosi, ricorderebbe il mantra rovesciandone la costruzione, per invitare l’ambiente a restare in equilibrio. In fondo l’incidente della Dacia Arena è stato così violento da lasciar pensare a una perdita di controllo momentanea. E non può essere una sconfitta, per quanto preoccupante, a mettere in discussione giudizi, strategie, prospettive. Anche sotto questo aspetto Dybala, come l’altra novità Matic aspettando il rientro di Wijnaldum, potranno offrire la loro visione di vincenti in omaggio a chi vuole diventarlo: la mentalità non è un bene che si può comprare ma almeno si può imparare.


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