Sampdoria, Ranieri: "L'Atalanta è l'emblema del calcio italiano"

Il tecnico blucerchiato: "Ho visto la partita col Midtyjlland, la Dea ha grande grinta, grande determinazione, attaccano e difendono tutti insieme. Keita e Silva non giocavano più da marzo. Stanno crescendo di condizione, anche non sono al 100%"

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GENOVA - Quella contro l'Atalanta è senza dubbia una sfida molto ostica per la Sampdoria di Claudio Ranieri: i blucerchiati però vogliono proseguire nel solco della bella vittoria contro la Lazio. Ecco le parole del tecnico al sito ufficiale: "Queste ultime due vittorie ci hanno dato un po' di convinzione, che era mancata contro la Juventus, e quella determinazione che dopo il 2-0 contro il Benevento abbiamo scordato in campo. Adesso arriva l'Atalanta, squadra che è un po' l'emblema del calcio italiano: gioca, marca, corre, lotta, fa gol, difende. Va presa a modello. Domani mi aspetto una Dea solida, determinata, vogliosa. Può aver avuto un momento no, capita a tutti. Però ho visto la partita di Champions in Danimarca, ha grande grinta, grande determinazione, attaccano e difendono tutti insieme. Mi aspetto una squadra che col passare degli anni è diventata sempre più coesa, non ha soltanto i primi undici ma altri che sono ugualmente titolari. Qualcuno ancora entrare nei meccanismi di gioco di Gasperini ma la qualità sono da doppio giocatore per ogni ruolo".

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Ranieri prosegue parlando dei precedenti dell'anno scorso: "L'anno scorso abbiamo fatto due ottime partite. Sia a Marassidove abbiamo fatto molto bene, chiudendogli tutti gli spazi e ripartendo velocemente, sia dopo il lockdown quando siamo andati in casa loro e abbiamo perso nell'ultimo quarto d'ora ma la squadra si era ben disimpegnata in campo. Io vorrei rivedere quelle due partite dove vedo una squadra, la mia, determinata quanto l'Atalanta".

La formazione blucerchaita pare essersi messa alle spalle il momento di appannamento iniziale: "La squadra sta bene. Ovviamente gli ultimi acquisti hanno bisogno di più tempo per entrare in condizione. Candreva ha giocato fino all'anno scorso, però non aveva mai fatto nessuna partita e infatti sta un pochino meglio. Keita e Silva non giocavano più da marzo. Stanno crescendo di condizione, anche non sono al 100%. La forza di un giocatore e di un allenatore è quella di avere sempre il giusto equilibrio. Così come non bisognava disperarsi dopo la Juventus e il Benevento, non bisogna esaltarsi dopo Fiorentina e Lazio. La cosa più importante per me è che la squadra mi dia il massimo che mi può dare".

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