Marino contro la Juve: "Le proteste? Hanno condizionato Chiffi"

Il direttore tecnico dell'Udinese è tornato a commentare la sfida giocata al Friuli: "La notte non ho dormito, troppa rabbia"
Marino contro la Juve: "Le proteste? Hanno condizionato Chiffi"© LAPRESSE

Pierpaolo Marino è tornato a parlare dei fatti che hanno caratterizzato la fine del primo tempo della scorsa Udinese-Juventus, terminata per 1-2. Queste le dichiarazioni del direttore dell'area tecnica dell'Udinese: "La notte non ho dormito, la rabbia è stata tanta. Poi oggi ritrovare all'allenamento i ragazzi che erano così depressi, così tristi e così sfiduciati per aver dato tutto e non aver raccolto, mi ha fatto intristire e innervosire ancora di più. Quindi non è passata l'arrabbiatura, anzi. Premetto che io ho fatto l'arbitro, anche se non lo ricordo spesso l'ho fatto per quasi 300 partite, anche se ero giovanissimo. Conosco la psicologia di come si va a dirigere le partite, di quello che succede intorno, però non mi era mai capitato che si andasse a protestare alla fine di un primo tempo perchè non era stato concesso recupero, come se il resto della partita non ci fosse. E in realtà io penso che questo sia stato uno strumento di pressione nei confronti dell'arbitro soprattutto se poi arriva addirittura il preparatore atletico della Juventus che è un nostro ex, Bertelli, che va a protestare. Io poi sono lì vicino e tranquillizzo l'arbitro, dico 'stia tranquillo che non c'è motivo di tante recriminazioni', perchè chiaramente capivo che era un fatto strumentale. Perchè non può essere che quando si devono giocare ancora 50 minuti e si è con un solo gol di differenza tra le due squadre, non credo che un minuto in più o in meno nel primo tempo debba far scaturire questo tipo di proteste veementi. Io poi ho tentato anche di portar via Fabio Paratici, che per altro è un amico e un collega validissimo. Però lui era nervosissimo e diceva: 'io glielo debbo dire perchè dopo lui il secondo tempo va nel pallone'. Ma cosa va nel pallone? A me questa cosa qua ha disturbato moltissimo onestamente, perchè poi, che sia andata in porto o no, è chiaro che poi nella mia posizione psicologica, il fatto che venga assegnato un calcio di punizione che non esiste, che poi al limite doveva essere a favore nostro, alla Juvenuts in mattonella per Ronaldo. Questo fatto nel momento decisisivo della partita è stato determinante. Mi rattrista, da ex arbitro e da dirigente navigato sono sempre stato contro questo tipo di pressioni psicologiche nei confronti dell’arbitro. Questi momenti ricordano le invasioni degli emiri ai Mondiali e sono fantasmi del passato che non devono essere riesumati".

Juve, proteste contro l'arbitro Chiffi: Paratici è una furia
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Marino: "La Procura Federale deve intervenire"

Nella seconda parte del suo intervento a Udinese tv, il dt ha commentato l'azione che ha portato al calcio di punizione di Ronaldo, e al successovo fallo di De Paul: "Non è un discorso contro Paratici ma contro una mentalità: quella di andare a condizionare psicologicamente l’arbitro. Chi è sportivo non deve farlo, andare a condizionare l’arbitro durante una gara è aberrante. Io in quanto Direttore Tecnico sono autorizzato ad andare in panchina. Per quanto riguarda la punizione io non capisco se uno arriva prima sul pallone non vuol dire che ha subito fallo, ma vuol dire che è stato bravo ad anticipare. Larsen non tocca l’avversario. Cuadrado è uno specialista del tuffo: lui arriva prima sul pallone e quado si accorge che l’avversario può toglierli la palla si tuffa. Inoltre, per influenzare l’arbitro fa finta di cadere con le mani sul pallone ma in realtà vuole condizionare l’arbitro per farsi dare una punizione. È una tattica che molti giocatori esperti usano. Questa per me è una punizione per l’Udinese per fallo di mano di Cuadrado. Dopo la pantomima dell’intervallo tutte le cose a metà sono state indirizzare a favore della Juventus. Con le norme Covid i cancelli che danno sulle tribune sono aperti perché molto spesso in tribuna si accomodano le delegazioni delle squadre. Il regolamento non permette a chi non è in elenco di sostare attorno alla panchina o al rettangolo di gioco. Anche il potere di Chiffi su coloro che non appaiono sulla distinta è limitato perché in questo caso è la Procura Federale che deve intervenire. Il direttore di gara può espellere o punire solo le persone che si trovano in panchina".

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