Zaniolo torna all’Olimpico: l’esultanza e le scuse. Come sarà accolto dai tifosi della Roma
Non rifarebbe la sfrenata esultanza di Roma-Atalanta: lo aveva detto e lo ha ribadito anche ieri, Nicolò Zaniolo. C'è da credergli: si cresce, si cambia, si matura. E si fanno i conti con tutto quello che è stato e che sarà. D'altronde, Roma gli ha regalato cose preziosissime. Un trofeo vinto con la sua firma a Tirana. Una futura moglie, un figlio di quattro anni e un altro in arrivo. Impossibile recidere davvero tutti i legami. Sarà la terza volta da avversario nello stadio che, per un periodo, lo ha amato come se dovesse diventare una sorta, con rispetto parlando, di nuovo Totti. Non è un nemico, Zaniolo, ma un avversario sì e anche temibile, visto che con l'Udinese è tornato a splendere.
La rinascita di Zaniolo
Non era partito bene: un gol in Coppa Italia con il Palermo, l'errore mastodontico contro il Cagliari, ancora l'eco della litigata con i ragazzi della Primavera romanista al Viola Park di questa estate. Stavolta però, al contrario del passato, Zaniolo ha continuato a lavorare a testa bassa: merito di Sara e Tommaso, compagna e figlio, ma anche di tutto lo staff dell'Udinese che non lo ha mai fatto sentire solo. Se la grande città è stata così dispersiva da soffocarlo, paradosso che si può comprendere facilmente quando hai un carattere di un certo tipo, la realtà della provincia gli ha ridato libertà. E allora, col sorriso, passo dopo passo, Zaniolo sta tornando. Sogna la Nazionale e intanto mette insieme minuti, giocate e gol: Cremonese, Juve e Atalanta. Se sarà la volta buona solo il tempo potrà dirlo, intanto domani torna in quella che per un periodo è stata casa sua. Quando si ruppe la spalla e Venditti lo chiamò sul palco a cantare "Grazie Roma" i tifosi impazzirono: quattro mesi dopo era al Galatasaray.
Chi si rivede
«Sono più sereno ora - le sue parole a "Rivincita" -, nel passato rincorrevo sempre, cercavo la perfezione e volevo strafare, ora ho trovato un equilibrio fuori dal campo che mi permette di essere tranquillo. Ho una famiglia stupenda che mi fa staccare la testa dal campo. Sogno di giocare il Mondiale con l’Italia, chiunque lo farebbe - la sua ammissione -. Ma non deve essere un chiodo fisso, il mio focus dev’essere ogni giorno in campo con l’Udinese». Solo così potrà riprendersi quello che qualche anno fa sembrava suo. E pazienza se non lo farà all'Olimpico: lo stadio dei sogni è diventato un incubo quando fu espulso con la Fiorentina e forse anche per questo con l'Atalanta arrivò un'esultanza sopra le righe. Domani, invece, ci sono tutte le premesse perché sia soltanto calcio. I fischi ci saranno, ma Zaniolo ora ha la testa per andare oltre.
