Guerin Sportivo, Marani: «Saputo non è un chiacchierone»

Il direttore del Guerin Sportivo analizza la figura del presidente del Bologna, impegnato stasera nel ritorno della finale playoff di Serie B contro il Pescara
Guerin Sportivo, Marani: «Saputo non è un chiacchierone»© FOTO SCHICCHI
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BOLOGNA - Il calcio italiano è fatto di chiacchiere. Joey Saputo per fortuna no. Da quando è sbarcato nel nostro piccolo mondo pallonaro, manna dal cielo piovuta su Bologna, l’imprenditore canadese – figlio di immigrati siciliani di Montelepre – ha messo nelle casse rossoblù 40 milioni di euro. Dodici versati subiti, 28 deliberati. Soldi veri, certi. Non si è autofinanziato all’8% di interessi come Thohir all’Inter, non ha approfittato della ribalta gratuita come fanno tutti i presidenti. Saputo parla poco. Sarà lui la ragione in più per tifare stasera Bologna nella finale della Serie B contro il Pescara. Non c’è di mezzo solo la Serie A per una piazza storica, c’è il possibile arrivo nella massima categoria di un imprenditore facoltoso e innovativo. Con Roma, Inter e adesso la metà del Milan, potrebbe sbarcare nella Lega di via Rosellini una nuova proprietà straniera, che male non fa se vogliamo concorrere con la Premier e gli altri campionati. A spingere il Bologna ci sarà una città intera, con trentamila persone trepidanti al Dall’Ara. Non c'è più posto neppure per uno spillo. Da giorni l’attesa si tocca tra i portici e le vie del centro. Alle finestre sono ricomparsi stendardi e bandiere, alcune tirate fuori dal baule del 1964, anno dell’ultimo, leggendario scudetto. Il Bologna, per noi bolognesi, è l’orgoglio di una comunità appassionata, civile e competente.

A chi viaggia oltre gli anta, il Pescara suscita simpatia: proprio a Bologna ottenne due storiche promozioni in due spareggi alla fine degli Anni 70, quando il calcio profumava di stadi pieni, emozioni forti e si andava tutti alla domenica pomeriggio al vecchio “Comunale”. Ma stavolta è il calcio italiano ad avere bisogno di un capitano d’industria, settore caseario, che possa arricchiere la Serie A. Saputo, nato a Montreal come secondo figlio del patriarca Lino, è uno dei venti uomini più ricchi del Nord America, proprietario degli Impact nella MLS. Pochi in Italia ne conoscono la portata economica, ma dovranno abituarsi. Ha raccolto al volo l’invito di Joe Tacopina, trovandosi presto a comandare da solo, e si è buttato a capofitto nell’avventura. Aereo privato per i suoi continui blitz in Emilia, avari di soddisfazioni, una nuova struttura societaria disegnata per intero (Pantaleo Corvino e Claudio Fenucci, dirigenti di lungo curriculum), un mercato di gennaio che per la Serie B è stato strabiliante. Purtroppo poco ripagato sul campo da Mancosu e compagni.

 Saputo non ha risparmiato, spendendo sin d’ora più della gran parte dei colleghi di Serie A. E ha già messo in preventivo ulteriori investimenti in caso di Serie A, dal mercato al settore giovanile. Col Comune c’è l’accordo per il rifacimento dello stadio e Joey, che vede in Marco Di Vaio (suo ex giocatore a Montreal) l’uomo di fiducia in società, ha annunciato altri 100 milioni di euro da mettere nel nuovo impianto. Per la prima volta dopo moltissimi anni, diciamo dai tempi di Gazzoni e ancora prima di Dall’Ara, Bologna ha una proprietà solida, solidissima, che ha l’unico bisogno di misurarsi nel palcoscenico che le compete per tradizione e potenzialità presente. Tanta fortuna deve essere raccolta dai giocatori rossoblù questa sera. Mandino un ringraziamento – loro e tutti i tifosi – a l’uomo che ha salvato la società dal fallimento. Calcio d’inizio ore 20,30.


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