Serie B, nuove regole non più rinviabili

Il caso recente del Lecco ha messo in evidenza il cortocircuito regolamentare del campionato cadetto
Serie B, nuove regole non più rinviabili© LAPRESSE
Franco Ordine
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Toccherà al Lecco, vincitore del play-off di Lega Pro, il quarto posto (come certificato dalle Noif) nella prossima serie B, al netto dei ricorsi già preannunciati da Perugia e Foggia. Lo ha deciso il consiglio federale di ieri che ha promesso di intervenire sulla materia per cancellare l’anomalia attuale e ripristinare pari diritti e dignità ai club di Lega Pro. È bene spiegare al pubblico di quella grande platea calcistica (60 società divise in tre gironi), di quale anomalia regolamentare stiamo discutendo per comprendere meglio il valore sportivo della riforma annunciata. La Lega di serie B, con una sorta di provvedimento a tutela esclusiva dei propri associati, aveva predisposto che nel caso di mancata iscrizione in serie B di una delle quattro società vincitrici della Lega Pro, il posto vacante sarebbe stato occupato da una (la migliore classificata, naturalmente) delle retrocesse dal campionato, quindi procedendo a un ripescaggio.

Serie B, cortocircuito regolamentare

Il recente caso del Lecco (ritardo nel consegnare la documentazione riferita allo stadio di Padova sede dei propri incontri in attesa dei lavori di ristrutturazione del proprio impianto), sanato ieri dal consiglio federale, ha proposto uno scenario incredibile. E cioè, invece di fare spazio eventuale al Foggia, secondo finalista dei play off, come da elementare diritto sportivo, il posto sarebbe dovuto andare a un club appena retrocesso dalla B. E nella fattispecie il Perugia poiché il Brescia è invece interessato alla bocciatura della Reggina. Il presidente della Lega Pro Matteo Marani, eletto da pochi mesi, ha segnalato il cortocircuito regolamentare determinato dal fatto che in serie D, la procedura prevede esattamente il contrario. E cioè se “salta” una promozione in Lega Pro, il posto è preso da chi si è classificato al secondo posto, ma sempre in serie D. Quindi la Lega Pro, per effetto di questa clamorosa asimmetria, si trovava a perdere un club in salita e a non recuperare il posto in discesa. A ben vedere è questa l’unica consolazione per i tanti tifosi del Foggia che pure ha già chiesto l’accesso agli atti e preannunciato ricorso al collegio di garanzia del Coni puntando sulla non perentorietà dei termini applicata dal consiglio federale. Perché, alla fine di quest’altra estate scandita da contenziosi legali con probabile slittamento dell’inizio del torneo di serie B, sarà almeno ripristinato un sano principio di equa competizione tra le società di serie B e le consorelle della Lega Pro.


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