
Frosinone, Alvini giocoliere
Come volevasi dimostrare, meglio non proporre griglie e pronostici in questo campionato sempre indecifrabile e complicato anche fuori dal campo. Il rischio concreto è di essere smentiti non appena si volta l’angolo. Eppure, le certezze continuano a esserci se si lasciano parlare i fatti, gli unici ad avvicinarsi alla verità. E i fatti continuano a dire che chi ha idee tattiche riconoscibili, sia pure attraverso forme diverse, arriva sempre alla sostanza. Lo sta facendo in modo incontrovertibile questo Frosinone dei miracoli che, nonostante l’età media più bassa della categoria, continua a sgretolare avversari senza soluzione di continuità. Questa volta a farne le spese è stato un Avellino che, alla 4ª sconfitta nelle ultime 5 giornate, dimostra di non avere la forza e le idee per poter ambire a qualcosa di più di un’onorevole salvezza.
Anche se, per una matricola, consolidare la categoria non è scontato. Il fatto è che, nella circostanza, gli irpini inciampano in un avversario che ha fatto del proprio sistema di gioco un marchio di fabbrica infallibile. Anche nella sconfitta contro il Venezia, che era costata il primato in classifica ai laziali, si era vista una personalità da grande formazione, in grado di proseguire nella dura lotta per la A. Il blitz del Modena al Penzo ha, tra l’altro, compensato i danni del ko imeritato contro Stroppa patito allo Stirpe nel turno precedente. Anche perché neppure il Monza ha avuto vita facile contro il Südtirol firmato da un altro tecnico identitario: Fabrizio Castori. Il decano marchigiano fa soffrire come non mai i brianzoli e, alla fine, a Bianco - costretto sulla difensiva e insidiato per buona parte del match - non va stretto il pari. Insomma, chi se la gioca vince sempre, anche quando bisogna rimandare l’appuntamento con i tre punti.
Lo sa bene Abate, che rifila all’Empoli una vera lezione di stile e concretezza, ribaltando Dionisi e allontanandolo, molto probabilmente, in modo definitivo dal perimetro playoff. Anche per la Juve Stabia vale il ragionamento di cui sopra: se hai idee chiare e il tuo calcio si sviluppa attraverso concetti precisi, i risultati non sono che la conseguenza. Lo spera il Bari di Longo che, nello scontro diretto con lo Spezia di Donadoni, non riesce a cogliere quella vittoria che sarebbe vitale laggiù, anche per una prodezza di Radunovic che fa sobbalzare ciò che resta del San Nicola.
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