Stroppa, Alvini, Inzaghi e il “principio di realtà”
Comunque vada, sarà un successo. Una stagione così resterà a lungo nella memoria di quei club che avranno la meglio, subito o alla fine. Proprio come quei campionati vinti o difesi con altri format, che mettevano in palio meno posti tra promozioni e retrocessioni, eppure erano combattutissimi tra storiche rivalità, dispetti da ricambiare e amicizie da rispettare. Un peccato davvero disperdere tanta passione. Perché l’elemento che non è mai venuto meno in questa annata è proprio questo indispensabile fattore dirimente. Come non prenderne atto considerando i 28 mila tifosi di Marassi o i 32 mila del Barbera? Opposte fazioni, un solo obiettivo. Ma anche la cifra tecnica che emerge nelle prestazioni di Venezia e Frosinone non è da meno. Stroppa e Alvini, dopo il colpo di Bianco in casa della Samp, rispondono da parigrado e vincono fuori con l’ennesima prova di forza. La capolista infierisce sul povero Bari, che non riesce ad avere un moto d’orgoglio, paga gli errori dopo tre tecnici senza trovare la formula ed è di nuovo contestato. Così, un organico tutt’altro che scadente non riesce a diventare squadra, neanche sull’orlo di un baratro. Caparbio e inarrendevole, il Frosinone, invece, è sempre più a immagine e somiglianza del suo creatore: il tecnico di Fucecchio, che capovolge il Modena e urla di gioia sotto la curva dei sostenitori giallazzurri, giunti fino al Braglia col suo stesso chiodo fisso della A. “Non mollare mai”: è il refrain di Ghedjemis, ancora letale, e della società del presidente Stirpe, che in questi anni è riuscita a costruire - con resilienza ma anche alzando la linea d’orizzonte - un modello sostenibile, mentre il nostro calcio ancora si dibatte tra uomini e idee per rinascere dall’ennesimo disastro annunciato. Un calcio che disperde valore tra retorica sui giovani e algoritmi avveniristici, senza accorgersi di aver da tempo perso di vista il “principio di realtà”. Lo stesso che ha consentito a una piccola e orgogliosa città di diventare ambiziosa, con strutture e visione, e di sognare per la 4ª volta la A. Là guarda un altro protagonista di questo avvincente torneo: il Palermo di Pohjanpalo, che insegue senza rinunciare. Anche qui la concretezza e la caparbietà di Inzaghi stanno alimentando una stagione che, comunque vada, sarà un successo. Anche se bisognerà attendere per vedere chi lo incornicerà!
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