Bari supremo, Luigi De Laurentiis degno figlio di papà

Bari supremo, Luigi De Laurentiis degno figlio di papà© FOTO MOSCA
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Tullio Calzone

Chi avesse avuto dubbi dovrà toglierseli definitivamente dalla testa: ci sarà anche il Bari nel cuore di una già complicatissima lotta per la A. E non perché la straripante compagine di Mignani ha sbriciolato con un punteggio tennistico il Brescia che conserva la vetta, ma esce ridimensionata dall’Astronave, il contenitore dei sogni baresi alimentati da quasi 25 mila spettatori, altro sintomo palpabile di quanta sia la voglia di tornare dove merita la città. Esaltato dalle ambizioni e dalla concretezza del presidente Luigi De Laurentiis, degno figlio di papà Aurelio (che vuole lo scudetto col suo Napoli di funamboli), continua ad andare a bersaglio anche Walid Cheddira.

Il nazionale marocchino è il cecchino supremo con 7 gol e 3 assisti in 7 gare di questo abbrivio di stagione. Ma il Bari è stato costruito per durare non solo per lui. Credere che l’exploit dei Galletti sia frutto delle sue prodezze estemporanee sarebbe miopia pura. C’è tanto altro in questa squadra, organizzata, esperta e freschissima con tutte le qualità che occorrono per arrivare in fondo a un torneo in cui non esistono risultati scontati. Se n’è accorta l’altra capolista. Dopo il gol annullato a Di Chiara, va sotto e poi gioca in una sola area, quella del Modena, la Reggina e sfiora un pari nel finale da primato solitario. Ma dopo aver perso 5 gare su 6, l’orgoglioso Tesser piega Inzaghi e salva la panchina. Fanno rumore (e tanto), le clamorose sconfitte del Cagliari col Venezia - in casa dopo il ko col Bari - e del Palermo al “Barbera” col SudTirol di Bisoli, guastafeste per vocazione.

Se La squadra di Liverani ancora in cerca di un’identità patisce il ritorno dei lagunari di Javorcic dati troppo presto per spacciati e invece sospinti dal nazionale russo Cheryshev, è un tonfo assordante quello dei siciliani. Evidentemente, aver respirato la stessa aria del City di Guardiola a Manchester deve aver avuto uno strano effetto su Brunori & C. Come per i sardi, tuttavia, è consigliabile evitare giudizi definitivi affrettati. Il gruppo è stato resettato dopo il burrascoso addio di Baldini, piegato dal Pisa di D’Angelo (ottimo ritorno), ieri al debutto col Perugia al Curi. Il tempo è l’unico fattore decisivo in una B rompicapo, a patto di non restare impigliati laggiù. La strada è lunga. Un problema, ma anche un’opportunità. Quella che proverà a cogliere Fabio Cannavaro che prende per mano la Strega con l’intento di farla volare con semplicità. L’Ascoli dell’ex Bucchi è avvisato, ma non si scanserà!

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