Caprile, bomber tra i pali: "Così ho stregato Bari"

Il giovane portiere veronese è un'altra delle tante intuizioni del patron De Laurentiis. C'è anche lui tra i segreti di Mignani
Caprile, bomber tra i pali: "Così ho stregato Bari"© FOTO MOSCA
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Antonio Guido

BARI - Elia Caprile, come si sta da capoclassifica?
«Nessun capogiro mancano ancora 22 punti per la salvezza. Tutto quello che viene dopo è tanto di guadagnato».

Cosa le piace di questo Bari?
«Il perfetto mix tra gioventù ed esperienza. Ci divertiamo, stiamo bene insieme».

Come sta vivendo questi suoi primi successi?
«Con enorme equilibrio. So benissimo com’è la vita di un portiere. Sei sempre protagonista nel bene e nel male. Se voglio diventare qualcuno devo lavorare sodo. Otto partite vengono dimenticate in fretta».

Ma lei dove vuole arrivare?
«Non mi pongo limiti, vivo alla giornata. Posso arrivare in alto ma questo alto non sono dove sia e dove posso porre l’asticella. Non ho un obiettivo prefissato».

Senta Caprile, parliamoci chiaro, l’impressione è che lei possa salire molto, ma molto in alto.
«È un’ impressione. Salire più in alto possibile è l’ambizione di ogni calciatore, ma per ora il mio grande club è il Bari. E me lo tengo stretto».

Cosa è rimasto della sua esperienza Leeds?
«Ho avuto la fortuna di poter scoprire una scuola diversa dei portieri, un calcio diverso, più fisico con meno tattica e più velocità. A livello umano ho vissuto la quarantena per il Covid in Inghilterra per cinque mesi da solo e questo mi ha dato la consapevolezza di poter gestire qualsiasi momento difficile in futuro».

Con Frattali va proprio d’accordo, vero?
«Sì, certo vado molto d’accordo con Gigi. Io sono un tipo curioso, lui è disponibile con me. A 37 anni dimostra che la testa conta tanto nel calcio».

Se becca un gol stupido che fa?
«Un portiere può prendere un gol stupido come un attaccante sbagliare un gol facilissimo. Sono i rischi del mestiere. Fortunatamente ho grinta e grande forza di reazione. L’unica cosa che posso fare è chiedermi perché ho preso questo gol, rivedere il mio errore e andare avanti».

C’è una “papera” che ancora oggi le brucia?
«Ne ho fatte tante come qualsiasi portiere. Ma un errore incredibile lo ricordo bene in Roma-Chievo under 15. Entrai in campo troppo carico e commisi un errore sul primo palo andando giù per il cross mentre l’attaccante tirò in porta. E questo pregiudicò il passaggio ai playoff per lo scudetto di categoria. Ogni tanto mi viene in mente ma non fu solo colpa mia».

C’è una partita che quest’anno vorrebbe rigiocare?
«Bari-Spal non solo per il risultato perché finì 2 a 2 dopo essere stati sul 2-0. Rigiocandola rialzeremmo il livello dell’attenzione ma è servita molto come lezione alla squadra perché poi a Cosenza e a Cagliari abbiamo vinto per 1 a 0 senza prendere gol».

C’è stato un suo concorso di colpa in uno dei due gol?
«Magari in occasione del primo potevo fare un pò meglio ma non ho perso il sonno sono andato avanti sereno».

Il suo modello è Buffon?
«Verissimo. La sua maglietta oro della nazionale italiana nei mondiali 2006 il primo ricordo calcistico. Me la portò mio padre sul campetto della mia casa di montagna mentre i miei cugini presero quella di Totti, Del Piero, De Rossi e Materazzi. Quella maglietta è stata l’inizio di tutto perché Buffon è “il portiere”».

Si sente più un gattone o un giaguaro?
«Più un gattone essendo alto e meno vistoso nelle parate».

Esiste un segreto per parare i rigori?
«E’ importante lo studio degli attaccanti, poi c’è un pizzico di abilità e di fortuna. Nessun segreto, decidiamo prima dove buttarci».

Ogni portiere ha le sue scaramanzie segrete, la sua qual è?
«Ogni volta che rientro dal riscaldamento mi vesto allo stesso modo, prima mi metto un calzino, poi l’altro. Subito dopo lo scalda muscoli e la maglietta termica. Gioco sempre in maniche corte indipendentemente dal clima e stringo sempre i tacchetti e le scarpe. C’è qualche altra scaramanzia più personale ma è segretissima».

Domani c’è l’Ascoli al San Nicola.
«Una partita tosta, difficile perché loro non vengono da un buon periodo. Noi stiamo facendo bene ma in B ogni match nasconde mille insidie».

Brutto cliente Federico Dionisi col Modena non è bastato il suo primo gol stagionale.
«È un attaccante storico in B. Lo seguivo quando era a Frosinone. Lui e Gondo formano una coppia temibile. Servirà un’altra impresa».

Ma chi è veramente Caprile?
«Un ragazzo di 21 anni con interessi diversi che comincia a divertirsi adesso».


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