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Perugia, intesa vicina sul taglio stipendi

Il presidente Santopadre punta ad evitare contenziosi

Perugia, intesa vicina sul taglio stipendi
© LAPRESSE

PERUGIA - "Non dire gatto, se non l'hai nel sacco", amava ripetere il Trap, trasformando il proverbio in un tormentone nazionale. Ed al Perugia si adeguano. La trattativa con i giocatori per il ventilato taglio degli stipendi sarebbe giunta a buon punto, ma non è ancora conclusa. La maggioranza dei calciatori, dopo un paio di confronti serrati con il presidente Massimiliano Santopadre, si è pronunciata favorevolmente al punto di mediazione proposto.

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Verso l'accordo  

Ma uno zoccolo duro, sia pure di poche unità, resiste ancora e non cede. La delegazione - guidata dal capitano Aleandro Rosi - ha finito per concedere al club un'altra fettina dei propri compensi. Le posizioni di partenza si prospettavano lontane. In ballo gli stipendi di quattro mesi (122 giorni). Santopadre chiedeva un sacrificio del 50% (offriva due mesi di stipendio a fronte della rinuncia della controparte a due mesi). I giocatori si dicevano disposti a "cedere " soltanto un mese. Il confronto, faticoso secondo le indiscrezioni, è approdato ad un punto di equilibrio in virtù di un ulteriore passo in avanti dell'uno e degli altri: il patron ha ottenuto ulteriori 15 giorni di sconto. Se anche gli ultimi "resistenti" finiranno per abbandonare la presa, i giocatori rinunceranno a un mese e mezzo di stipendio e si vedranno corrispondere un salario pari a due mesi e mezzo. La società, sempre molto oculata e prudente sui temi [...]
 
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