Calaiò saluta il calcio giocato:
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Calaiò saluta il calcio giocato: "Decisione solo mia, ora un nuovo viaggio"

L'ormai ex centravanti: "Non ho rimpianti: se a 38 anni ti prospettano una nuova carriera in un’altra veste non puoi non pensarci. Non ho rubato nessuno stipendio. Campania piena di talenti da scoprire, a me spetterà questo compito e sono strafelice"

SALERNO - Alla fine, anche la lunga carriera di Emanuele Calaiò si è conclusa. Ne dà l'annuncio ufficiale in conferenza stampa proprio lui, l'Arciere nato a Palermo, e diventato grande a suon di gol (ben 197) tra Napoli, SienaParma. “E’ una decisione assolutamente mia, come sempre mi è capitato in carriera - esordisce il classe 1981 - Mi dispiace che parte della mia famiglia, soprattutto mio figlio Jacopo e mio padre Giovanni, ci sia rimasta male, ma ho ragionato con la mia testa e sono convinto di aver preso la strada giusta. Anzitutto mi preme ringraziare tutti i presidenti, gli allenatori, i calciatori e i dirigenti che ho incontrato nella mia carriera: da ognuno ho imparato qualcosa, anche da chi non mi faceva giocare per scelta tecnica. Per finire ringrazio Lotito e Mezzaroma, che mi hanno dato questa possibilità di intraprendere questo ruolo. Grazie anche al direttore sportivo Fabiani. Ora inizia questo nuovo viaggio e voglio dire grazie anche a mister Ventura che mi ha permesso di fare allenamento e di lavorare al fianco dei miei compagni durante il ritiro". Calaiò prosegue: "Sono felicissimo di quello che ho fatto e non cambierei nulla, mi dispiace non aver raggiunto il traguardo dei 200 gol ma ho segnato molto e mi sono tolto la soddisfazione di vincere tanti campionati, che ho tutti tatuati sul braccio sinistro. A Napoli sono rimasto molto legato, fa piacere che una piazza così calorosa abbia imparato a stimarmi soprattutto come persona".

L'attaccante a gennaio scorso aveva parlato di progetto biennale e di voler contribuire alla promozione in A dei granata: “Posso assicurarvi che a gennaio e a giugno mi sono arrivate moltissime richieste, ma quando sposo un progetto intendo portarlo avanti. Voglio completare il mio percorso con la Salernitana, seppur in veste diversa. C’era già stato un discorso con la proprietà e con la dirigenza, ho soltanto anticipato i tempi perché ho avuto paura di ritrovarmi a giugno a girarmi i pollici in casa senza fare nulla. Non c’entra il discorso tecnico o fisico: a parte qualche acciacco mi sento benissimo, anche a Lecce sono sceso in campo per una ventina di minuti. Abbiamo soltanto deciso di anticipare a settembre quello che era già stabilito in vista della conclusione della stagione. Posso assicurarvi che la Campania è piena di talenti che vanno scoperti e valorizzati, a me spetterà questo compito e sono strafelice".

"Non ho rubato nessuno stipendio"

Calaiò chiude così il suo discroso: "I gol più belli? Quello a Catania in rovesciata contro il Varese, quello di testa contro il Lecce col Napoli: rivedendoli qualche lacrimuccia mi scende. Il ricordo peggiore? La squalifica di sei mesi è stata la pagina più buia, peraltro immeritata: ho trascorso sei mesi brutti, sia io che la mia famiglia. Ma in 22 anni ho vissuto molte più cose belle ed emozionanti. La passata stagione? Ho fatto solo due gol e so che la gente si aspettava ben altro visto che ho sempre concluso i campionati in doppia cifra, ma non ho fatto il ritiro e questa cosa incide. Non ho rimpianti: se a 38 anni ti prospettano un nuovo lavoro e una prosecuzione di carriera in un’altra veste non puoi non pensarci... Dico che non ho rubato nessuno stipendio, c’erano proposte economiche più vantaggiose e club che, fino a 15 giorni fa, mi proponevano contratti biennali”.

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