Vibonese, è caos totale: società azzerata 

Vibonese, è caos totale: società azzerata 

Via il presidente Cammarata e il ds Costa. Ma l'industriale calabrese Pippo Caffo conferma il suo impegno: «Ho garantito l'iscrizione al campionato dopo aver regalato la società accollandomi i debiti. Pronto a sponsorizzare il club per un progetto serio e condiviso. Anche se a me nessuno ha dato una mano»
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VIBO VALENTIA - (Maurizio Insardà) Caos totale in casa Vibonese. Eravamo stati buoni profeti quando, la scorsa estate, in occasione della presentazione del nuovo assetto societario, avevamo espresso forti perplessità su una gestione che, fin dall’inizio, non sembrava poggiare su basi solide. I fatti, purtroppo, ci hanno dato ragione. Nella giornata di ieri è arrivato il benservito per il presidente Cammarata e per il ds Costa. I due dirigenti siciliani sono stati ricevuti dal sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, che ha fatto loro presente il forte malcontento della città nei confronti del loro operato e che, per il bene della Vibonese, sarebbe stato opportuno fare un passo indietro. Presa atto della situazione, non è rimasto loro altro che lasciare la Calabria, dopo il fallimento di un progetto che, di fatto, non è mai realmente partito. Nel calcio, però, è bene ricordarlo, non bastano i proclami o i progetti sulla carta: servono risorse economiche concrete. E la realtà dice che oggi la Vibonese partecipa al campionato di Serie D esclusivamente grazie al contributo del Cavalier Pippo Caffo, re dell’amaro. A lui va detto grazie, e a nessun altro. Contattato telefonicamente, Caffo ha chiarito ancora una volta la sua posizione con la consueta schiettezza: «A giugno ho preferito lasciare la Vibonese per tanti motivi, soprattutto perché non sono mai stato aiutato. Anzi, sono stato spesso criticato e ho ricevuto attacchi che, a mio avviso, sono stati ingiusti. Ho lasciato la squadra iscritta al campionato gratuitamente, mi sono accollato i debiti residui e penso di essere stato molto corretto. Ho sempre detto che sono disposto a garantire un importante contributo attraverso la sponsorizzazione della mia azienda, pari a 400 mila euro, per il bene della Vibonese. L’ho fatto prima e lo farò ancora». Parole limpide, da vero signore. Forse la città di Vibo Valentia non ha ancora compreso fino in fondo chi sia realmente Pippo Caffo e cosa abbia rappresentato per i colori rossoblù. Dal canto suo, il sindaco Enzo Romeo ha dichiarato di aver già contattato diversi imprenditori facoltosi per tentare di mantenere in vita la Vibonese. Dichiarazioni che, però, suonano come le solite frasi di circostanza: se ci fossero state davvero forza e volontà, forse già la scorsa primavera si sarebbe potuto chiamare a raccolta qualche imprenditore, evitando di lasciare solo un uomo come Caffo. Alla fine, come sempre, parleranno i fatti e non le chiacchiere. Vedremo come andrà a finire questa telenovela rossoblù. Ora viene il difficile: la squadra si allena senza una vera società alle spalle, con un allenatore nuovo e poco conosciuto, con una squadra modificata più volte e con una città sospesa tra indifferenza, amore e nostalgia. Una Vibonese che nel 2028 compirà cento anni di storia, una storia rossoblù fatta di passione, di una Vibo “bella e gentile”. Ma i tempi cambiano, e con essi anche i risultati. Intanto, domenica c’è un altro derby, contro il Sambiase, in uno stadio che rischia di raccontare, ancora una volta, l’amara realtà di una squadra senza società.

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