Vibonese, crisi senza fine. Missione salvezza per Fanello
VIBO VALENTIA – (Maurizio Insardà) Ennesima settimana problematica in casa Vibonese. Dopo l’uscita del tecnico Capodicasa, arriva alla guida rossoblù il giovane e promettente Danillo Fanello, ex Vigor Lamezia e Sambiase, che è stato presentato oggi alla stampa. Chiamato a tentare un’impresa tutt’altro che semplice: conquistare una salvezza che, giornata dopo giornata, si è fatta sempre più complicata. Una cosa, però, resta chiara: senza il Cavelier Pippo Caffo, la Vibonese rischierebbe seriamente di sparire dal panorama della Serie D. La sua presenza e il suo impegno continuano a essere fondamentali per garantire stabilità e prospettive al club. Non mancano gli appelli del sindaco Enzo Romeo e del delegato dal Comune Rino Putrino, che invitano a rafforzare la società e a fare quadrato attorno alla squadra in un momento così delicato. Proprio martedì Caffo ha incontrato la squadra per stimolarla e responsabilizzare il gruppo in vista del decisivo finale di stagione. Un confronto diretto, franco, per ribadire la fiducia ma anche per richiamare tutti alle proprie responsabilità. Intanto qualche imprenditore del territorio ha già versato un contributo a fondo perduto, esclusivamente per amore nei confronti del club e della maglia rossoblù. Oggi, a Vibo, l’obiettivo è un altro: formare un gruppo societario capace di affiancare Caffo in modo concreto e strutturato. Si chiede un concetto che in Calabria è sempre stato difficile da realizzare: creare una compagine coesa, unire le forze, condividere responsabilità e visione per ricostruire qualcosa di bello e duraturo per il bene della Vibonese. Oggi, però, bisogna guardare al presente: la permanenza in Serie D è l’unico obiettivo possibile. I tanti errori commessi, insieme alla gestione della cordata siciliana — che detiene il 60% delle quote solo sulla carta, dopo il passaggio voluto da Caffo, il quale potrebbe riprendere in mano la situazione in qualsiasi momento — hanno inciso pesantemente sull’andamento stagionale. Una rosa profondamente rivoluzionata, con ben dieci giocatori validi che hanno lasciato Vibo per trasferirsi altrove, ha inevitabilmente portato a sconfitte, tensioni e paure. A nove giornate dal termine del campionato non ci sono alternative: serve compattezza, equilibrio e risultati. Già domenica, al “Razza”, la Vibonese sarà chiamata a una prova durissima contro il Savoia, formazione accreditata come una delle principali candidate alla vittoria del campionato. Sulla carta l’impegno appare proibitivo, ma nel calcio — come nella vita — non bastano tecnica e pronostici per vincere una partita: servono cuore, determinazione e spirito di sacrificio. Per questo motivo il risultato non è affatto scontato. Prima la salvezza, poi si potrà pensare al futuro: allargare la società, attrarre nuove risorse economiche e umane e restituire stabilità a una realtà che rappresenta un patrimonio sportivo importante per la città. La Vibonese deve restare in Serie D: è questa la priorità assoluta.