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Cristaldo, il regista di un Boca Juniors da record

Ha diciotto anni ed è uno dei nuovi gioielli del club argentino, primo in campionato e nel gruppo 5 della Coppa Libertadores. E’ stato scoperto dal tecnico Arruabarrena e ha segnato il suo primo gol in “Primera Division” contro l’Estudiantes.

 Stefano Chioffi

giovedì 9 aprile 2015 14:21

ROMA - La nuova gioventù del Boca Juniors sta accendendo la fantasia del popolo della “Bombonera”: primo posto in campionato (venti punti in otto partite) e primo posto nel gruppo 5 della Coppa Libertadores, dove la squadra allenata da Rodolfo Arruabarrena si è già guadagnata l’ingresso agli ottavi di finale. Il Boca è l’unico club - insieme con il Corinthians - a viaggiare ancora a punteggio pieno: quattro vittorie, migliore attacco del torneo, quattordici gol realizzati e due subiti. L’impatto è stato brillante: Arruabarrena, “el vasco”, ha costruito in poco tempo un gruppo competitivo, superando quella cortina di diffidenza che si era creata intorno al suo arrivo in panchina, considerando l’età (39 anni) e l’esperienza limitata (in precedenza aveva guidato soltanto il Tigre e il Nacional di Montevideo).

 

I NUOVI TESORI - Organizzazione tattica, due moduli che funzionano (il 4-3-3 e il 4-2-3-1), un progetto impostato intorno a diversi talenti under 23: dai difensori Juan Komar (1996) e Lisandro Magallan (1993) ai centrocampisti Adrian Cubas (1996), Cesar Meli (1992), Federico Bravo (1993) e Tomas Pochettino (1996), fino agli attaccanti Jonathan Calleri (1993), Sebastian Palacios (1992), Cristian Pavon (1996) e Guido Vadalà (1997, il più piccolo della comitiva insieme con la mezzala uruguaiana Rodrigo Bentancur).

 

I SEGRETI - La freschezza e la qualità del vivaio, ma anche il peso specifico di giocatori che garantiscono spessore e personalità: dal portiere Agustin Orion al mediano Fernando Gago, dal regista Nicolas Lodeiro al centravanti Daniel Osvaldo. Il Boca Juniors ha preso forma, e si è guadagnato credibilità, approfittando di alcune situazioni di mercato. Ha pescato in Europa. E non solo big in cerca di riscatto come Gago, Lodeiro e Osvaldo. Ha riportato a casa Gino Peruzzi e Fabian Monzon dal Catania. Una rivoluzione pilotata dal presidente Daniel Angelici, che vuole regalare ai tifosi il trentunesimo scudetto (l’ultimo successo è stato centrato nel Torneo di Apertura del 2011) e la settima Coppa Libertadores (l’ultimo trionfo risale al 2007).

 

IL RILANCIO - Il piano è ambizioso. Investimenti mirati e nuove tecnologie in allenamento, come una speciale macchina - progettata in Norvegia e apparsa da poche settimane nel centro sportivo del Boca Juniors - che aiuta a migliorare la tecnica di base e il tocco del pallone. Una squadra che fa sognare, anche se Arruabarrena (ex terzino e capitano del Boca, 208 presenze e 11 gol in campionato con gli “xeneizes”) sceglie la linea della prudenza. Risultati da applausi e un gioco che diverte. E in questo rilancio in grande stile del Boca Juniors sta trovando spazio anche un altro talento: ha diciotto anni, è un centrocampista e si chiama Franco Cristaldo.

 

L’IDENTIKIT - Visione di gioco, cambi di marcia, lancio lungo: dirige la manovra con eleganza e autorevolezza. Cristaldo è alto un metro e 75, pesa 74 chili, è una scoperta di Arruabarrena, che lo ha notato nel settore giovanile del Boca e lo ha promosso subito in prima squadra. E’ un regista, ha fatto parte della nazionale argentina Under 17 e ora gioca nell’Under 20 di Humberto Grondona, classe 1959, ex tecnico del Talleres ed ex assistente di Carlos Bilardo nel Siviglia. E’ nato a Moron il 15 agosto del 1996, è ambidestro. Due presenze e un gol (contro l’Estudiantes) in “Primera Division”, due partite in Coppa Libertadores. Arruabarrena lo aveva fatto debuttare nella fase finale dello scorso campionato, il 17 novembre del 2014, in occasione del pareggio (1-1) in trasferta contro l’Arsenal di Sarandì.

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