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Bazoer, scuola Ajax: lo paragonano a Rijkaard

Ha diciotto anni, è diventato titolare nella squadra di De Boer e ha firmato un contratto fino al 2020. Visione di gioco e forza atletica. Sedici presenze e un gol nel campionato olandese. «Penso che sarà uno dei futuri trascinatori dell'Ajax e del calcio olandese», ha dichiarato il tecnico De Boer.

 Stefano Chioffi

giovedì 14 maggio 2015 16:38

ROMA - Il primo nodo, quello più urgente, è stato sciolto: Frank De Boer resterà un altro anno sulla panchina dell’Ajax. «Ha ricevuto diverse proposte, ma non si muoverà da Amsterdam», ha fatto sapere il manager Guido Albers. Niente separazione per De Boer, avvicinato nelle scorse settimane dai dirigenti del Newcastle, che attraversa una grave crisi (un punto nelle ultime nove giornate di Premier League) e rischia la retrocessione. 

 

RECORD SFUMATO - L’Ajax ripartirà da De Boer, che non è riuscito a centrare quest’anno il quinto “scudetto” consecutivo. Record sfumato: a vincere il titolo è stato il Psv Eindhoven, che ha appena ceduto al Manchester United il capocannoniere dell’ultimo campionato, Memphis Depay, ventuno anni, ventidue gol e cinque assist, pagato trentacinque milioni di euro dal club di Louis Van Gaal.

 

LA FEDELTA’ - Dodici anni da giocatore e sette da allenatore: è forte il gancio che unisce De Boer all’Ajax, anche a livello affettivo. Ha un contratto fino al 2017 e ha costruito una squadra che è costata pochissimo e vale una fortuna, grazie a un’accademia all’avanguardia che tanti club stranieri cercano di studiare e replicare. L’età media della rosa è molto bassa: 22,9 anni. Qualità infinita, uno straordinario ricambio generazionale in ogni reparto. Quattro attaccanti che si preparano a sbarcare all’estero: dal danese Viktor Fischer (1994) al polacco Arkadiusz Milik (1994, undici gol, soffiato al Bayer Leverkusen), da Ricardo Kishna (1995, originario del Suriname) ad Anwar El Ghazi (1995, nove reti, passaporto olandese e papà marocchino). 

 

IL PATRIMONIO - La bellezza dell’Ajax non è solo nel suo 4-3-3, che ha quasi mezzo secolo di vita. Ma nella capacità di generare successi a livello sportivo e patrimoniale, evitando sprechi e azzardi. Ha chiuso l’ultima stagione senza il titolo, però il club biancorosso si è regalato lo stesso una festa emozionante, con i giocatori che sono entrati in campo con le mamme, proprio nel giorno della loro festa, il 10 maggio, in occasione della gara con il Cambuur (3-0). 

 

IL NUOVO GIOIELLO - In prima fila, all’Amsterdam Arena, davanti a oltre cinquantamila spettatori, c’era anche Riechedly Bazoer, diciotto anni, centrocampista, il nuovo gioiello di De Boer. Sedici presenze in campionato, un gol al Twente (con un tiro al volo di sinistro), l’esordio con il Willem II (il 6 dicembre 2014). «Ha un grande talento. Penso che sarà uno dei futuri trascinatori dell'Ajax e del calcio olandese», ha dichiarato De Boer al sito ufficiale dell’Uefa. Ha un modello: Patrick Vieira. Ma gli allenatori che lo hanno cresciuto nell’Ajax, a cominciare da Fons Groenendijk, lo paragonano a livello atletico a Frank Rijkaard e per caratteristiche di gioco a Clarence Seedorf. 

 

L’EUROPEO UNDER 21 - L’Ajax gli ha fatto firmare un contratto fino al 2020. E’ alto un metro e 84, è nato a Utrecht il 12 ottobre del 1996, ma i suoi genitori provengono da Curaçao, che si trova nel Mar dei Caraibi, davanti al Venezuela. Mediano, regista oppure mezzala. Veloce, forte nei contrasti, brillante nella costruzione della manovra. Ha iniziato la carriera nelle giovanili dell’Elinkwijk, poi è stato tesserato dal Psv, ma nel 2012 ha lasciato Eindhoven e si è legato all’Ajax, dopo aver vinto l’Europeo Under 17 in finale con la nazionale olandese, guidata dal selezionatore Albert Stuivenberg.

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