Azmoun, l’iraniano incanta davanti al Bayern: un gol, magie e la corte del Liverpool

E' un attaccante, ha ventuno anni e gioca nel Rostov. Il suo cartellino è al centro di una disputa legale con il Rubin Kazan, che contesta la validità della clausola di riscatto esercitata in estate dal Rostov: questione finita sui tavoli della Fifa. Azmoun viene seguito dal Liverpool e dall'Arsenal.
Azmoun, l’iraniano incanta davanti al Bayern: un gol, magie e la corte del Liverpool
3 min
Stefano Chioffi

ROMA - Sta facendo discutere da qualche mese gli avvocati del Rubin Kazan e del Rostov: denunce incrociate che sono finite anche sui tavoli della Fifa. Sardar Azmoun è iraniano, ha ventuno anni, è un attaccante con l’eleganza di un trequartista e stasera - guanti neri e maglia numero venti - ha mandato in bambola la difesa del Bayern, facendo un dribbling a Jerome Boateng e rifilando alla squadra di Carlo Ancelotti la seconda sconfitta consecutiva (3-2), dopo quella di sabato scorso con il Borussia Dortmund (1-0). Ha segnato il primo gol, ha regalato una notte da sogno ai suoi tifosi e al Rostov, che in estate aveva esercitato il diritto di riscatto in cambio di due milioni e trecentomila euro, avvalendosi di una clausola contestata però dal Rubin Kazan, pronto a rivendicare di essere l’unico proprietario del cartellino. E mentre i legali delle due società portano avanti questa disputa, Azmoun si sta facendo ammirare anche in Champions, dopo aver già incantato nella Premier Liga russa: nove gol e tre assist nello scorso campionato. La magia contro il Bayern, che ha schierato Sven Ulreich tra i pali al posto dell’infortunato Manuel Neuer, non è stata la prima in questa stagione: l’iraniano, infatti, aveva già segnato nel turno precedente contro l’Atletico Madrid di Diego Simeone (0-1).

LE OFFERTE - I grandi club della Premier League hanno cominciato a corteggiarlo. Lo ha cercato l’Arsenal, lo segue il Liverpool, che lo ha fatto studiare dai suoi osservatori anche in occasione della sfida con il Bayern Monaco. Jürgen Klopp lo considera un talento purissimo. Azmoun è nato a Gonbad il primo gennaio de 1995, è ambidestro, non ha procuratore, gestisce i suoi affari con la consulenza della famiglia (il papà Khalil è un allenatore di pallavolo) e ha già segnato sedici gol in ventidue partite nella nazionale iraniana: a lanciarlo è stato il ct Carlos Queiroz, sessantatré anni, portoghese, una carriera a caccia di talenti. Azmoun è geniale, elegante, è un attaccante che arretra sulla trequarti e si allarga sulle fasce. Ha cominciato a giocare nell’Oghab Gobad, nel 2008 è entrato nella scuola calcio dello Shamoushak Gorgan e l’anno dopo è passato all’Etka Gorgan. Nel 2012 ha vinto lo scudetto in Iran con il Sepahan e nel gennaio del 2013 ha firmato con il Rubin Kazan. Ha una passione per i cavalli, ne possiede sei. E’ tifoso del Real Madrid e nella scorsa stagione ha sfiorato il titolo con il Rostov, che ha chiuso la Premier Liga russa al secondo posto, a due punti dal Cska Mosca.


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