Osimhen, il Lille trova l'erede di Pepé
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Osimhen, il Lille trova l'erede di Pepé

Nigeriano, 20 anni, è cresciuto a Lagos e giocava in Belgio nello Charleroi. E’ stato scoperto dal direttore sportivo Luis Campos: subito due gol in Ligue 1 per sostituire l’attaccante che l’Arsenal ha soffiato al Napoli

ROMA - Si è generato quasi un rapporto di parentela finanziaria tra il Milan, il Lille e mister Paul Elliott Singer, 75 anni il 22 agosto, americano di New York, un patrimonio stimato di 3,2 miliardi di dollari, famiglia di origine ebraica, padre farmacista e mamma casalinga, due fratelli e una laurea in legge ad Harvard. Il fondo Elliott governa il Milan e ha incrementato la sua partecipazione (9,5%) in Telecom Italia, ma è stato decisivo anche per il salvataggio del Lille: senza l’aiuto di Singer, il club francese sarebbe stato retrocesso d’ufficio in Ligue 2 dalla DNCG, la commissione di vigilanza della federazione francese. Alla fine di maggio, il fondo Elliott ha tamponato un volume di debiti che sfiorava i 250 milioni. Ha evitato che il presidente Gerard Lopez portasse i libri contabili in tribunale e che il Lille scivolasse in classifica dal secondo posto all’ultimo, rinunciando così alla qualificazione in Champions. Il piano di rientro previsto dal fondo Elliott, a copertura della recente ricapitalizzazione, dovrà completarsi in un triennio.

LE CESSIONI - Il Lille ha un’autonomia di manovra limitata. Il direttore sportivo è Luis Campos, portoghese, che la Roma aveva contattato in primavera con l’idea di consegnargli la poltrona di Monchi, tornato al Siviglia. Non è solo il regista del mercato e uno dei talent-scout più stimati a livello internazionale, ma è soprattutto la mente del fondo Elliott. Ed è l’uomo che in quarantacinque giorni, tra luglio e metà agosto, ha pilotato una serie di operazioni in uscita che hanno permesso al Lille di incassare 145 milioni: 80 per Nicolas Pepé (inseguito dal Napoli e preso dall’Arsenal), 25 per Rafael Leão (passato al Milan, controllato sempre dal fondo Elliott), 22 per Thiago Mendes (ingaggiato dall’Olympique Lione), 9 per Anwar El Ghazi (acquistato dall’Aston Villa, neopromosso in Premier League) e 9 per Youssouf Koné (volato sempre all’Olympique Lione). E’ rimasto l’allenatore, Christophe Galtier, in grande sintonia con Luis Campos e salito in cattedra nel Lille con il suo 4-2-3-1, proprio come era riuscito a fare negli otto anni trascorsi sulla panchina del Saint-Etienne.

IL PERCORSO - Luis Campos ha creato un circolo virtuoso. Vendere per risanare il bilancio. E comprare a cifre ragionevoli con l’obiettivo di pianificare nuove plusvalenze: ecco il percorso logico di un Lille che riparte in Ligue 1 dopo le emozioni della scorsa stagione, quando ha saputo rovesciare ogni pronostico e si è piazzato alle spalle del Paris Saint Germain, campione per la sesta volta negli ultimi sette campionati, ma battuto per 5-1 dalla squadra di Galtier nel girone di ritorno (14 aprile): una lezione a Thomas Tuchel, che rischiò anche l’esonero, una partita maestosa davanti a Thiago Silva e Verratti, Dani Akves e Mbappé.

YAZICI E OSIMHEN - Luis Campos è il garante del fondo Elliott: ha smontato e ricostruito il Lille seguendo un rapido gioco d’incastri. Ha speso sessanta milioni, ha chiuso il mercato con un segno positivo di quasi novanta milioni. Ha anticipato la Lazio sulla mezzala turca Yusuf Yazici, classe 1997, pagato sedici milioni al Trabzonspor: il ds Tare aveva pensato a questo centrocampista come all’erede ideale di Sergej Milinkovic-Savic. Yazici ha la stoffa dei talenti, ha la filigrana dei predestinati: si è subito distinto nei ventidue minuti in cui è stato impiegato domenica scorsa, in occasione della vittoria in rimonta (2-1) contro il Nantes. Ha sfiorato un gol su punizione e ha deliziato i nuovi tifosi con una serie di passaggi da playstation. Yazici è stato l’investimento più oneroso sostenuto da Campos, che ha convinto anche il Psg a cedergli il figlio d’arte Timothy Weah, ala sinistra, per dieci milioni. Ma il nodo più urgente da sciogliere riguardava la sostituzione di Pepé, 24 anni, ivoriano, ventidue gol e undici assist nel campionato passato, che ha preferito la Premier League e l’Arsenal all’offerta del Napoli.

IN BELGIO - Campos ha trovato il sosia di Pepé in Belgio: si è presentato negli uffici dello Charleroi e ha chiuso la trattativa per l’attaccante nigeriano Victor Osimhen, costato dodici milioni e pronto a firmare un contratto fino al 2024. Corsa dolcissima, morbida, da piste di atletica: dribbling, scatto, cresta bionda, progressione, tiro (soprattutto di destro). Ma anche fantasia, eleganza, muscoli. È alto un metro e 85, è nato a Lagos il 29 dicembre del 1998: dalla scuola-calcio dell’Ultimate Strikers al Wolfsburg, fino al prestito della scorsa estate allo Charleroi, dove ha segnato diciannove gol tra campionato e play-off, incantando nella squadra allenata dall’italo-belga Felice Mazzu.

IL REAL MADRID - Osimhen era stato seguito dal Milan e piaceva anche all’Atalanta, ma il Lille aveva già guadagnato una posizione di vantaggio e ha aspettato che lo Charleroi lo riscattasse per tre milioni e mezzo dal Wolfsburg per definire l’affare. E il debutto in Ligue 1 di Osimhen, terzo con la Nigeria nell’ultima edizione della Coppa d’Africa, è stato un pacco sorpresa con il fiocco rosso: doppietta, standing ovation, un posto nella Top 11 del giornale “L’Euqipe”, intesa perfetta nel 4-2-3-1 con Jonathan Ikoné (1998), Timothy Weah (2000) e Jonathan Bamba (1996), due azioni quasi in fotocopia per segnare ad Alban Lafont, arrivato al Nantes in prestito dalla Fiorentina. Ha vinto un Mondiale Under 17 con la Nigeria nel 2015 in Cile, chiudendo il torneo anche con il titolo di capocannoniere (10 gol e due assist nella nazionale allenata da Emmanuel Amuneke). Ha cancellato il ricordo di Pepé. L’ultimo giocatore a debuttare con una doppietta nel Lille era stato Nolan Roux, il 28 gennaio del 2012, contro il Saint-Etienne. Ha dedicato la sua giornata magica al papà: “E’ malato, è l’unico tesoro che ho lasciato nel mio Paese da quando ho perso mia madre. Questo meraviglioso momento è per lui, lo renderà un po’ più forte”, ha detto al giornale “La Voix du Nord” l’attaccante nigeriano, paragonato spesso nel corso della carriera a Didier Drogba. Il sogno? Giocare un giorno per il Real Madrid, come ha confessato qualche tempo fa davanti ai microfoni di Rtbf, tv belga.

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