Bakhar e quei gol in Bielorussia, dove il calcio non si è fermato

Trequartista o centravanti di manovra, ha 21 anni, gioca nella Dinamo Minsk ed è il personaggio nuovo dell’unico campionato europeo che non è stato sospeso per il Coronavirus
Bakhar e quei gol in Bielorussia, dove il calcio non si è fermato
Stefano Chioffi

ROMA - La Bielorussia non ha chiuso fabbriche, scuole, chiese, uffici e negozi. Niente isolamento, nessuna quarantena per il Coronavirus. Si sono registrati 9.950 contagi, i guariti sono 1.573. Solo 67 i decessi, in base ai dati comunicati dal premier Aleksandr Lukashenko e dal ministro della salute Vladimir Karanik. Non esistono limitazioni e misure di distanziamento sociale. Anche il campionato di calcio non si è fermato. Stadi aperti, biglietti in vendita, bus e metropolitane piene. Respinti gli appelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. A Minsk, nella capitale, quasi due milioni di abitanti, la vita scorre sui binari della normalità. “Tanto lavoro, vodka e sauna: noi il virus lo battiamo così”, ha dichiarato alle agenzie internazionali Aleksandr Lukashenko, presidente dal 1994, cinque mandati, rieletto nel 2015 con l’83,48% dei voti. È un appassionato di hockey su ghiaccio e di calcio.

DIRITTI TV - La Vysshaya Liga, questo il nome del campionato bielorusso, ha approfittato della sosta obbligata dei tornei più prestigiosi in Europa e nel mondo per cedere in poche settimane i diritti Tv addirittura a dieci Paesi, tra i quali la Russia e l’India. Si può seguire in streaming anche in Italia. Nell’ultimo weekend si è disputata la sesta giornata. Tre i club al comando con dieci punti: Slutsk, Vitebsk e Zhodino. Le due squadre più famose, Dinamo Minsk e Bate Borisov, inseguono. Qualche mese fa si è ritirato, a 38 anni, Aleksandr Hleb, considerato un po’ l’ambasciatore del calcio bielorusso. Ha giocato nello Stoccarda, nell’Arsenal, nel Barcellona. Ha salutato con la maglia dell’Islac. Nel 2009 aveva sfiorato l’Inter: stava entrando con Eto’o nella trattativa che portò Ibrahimovic al Barcellona. Ma alla fine fece retromarcia e non prese l’aereo con Eto’o, che avrebbe vinto nel 2010 il Triplete con José Mourinho.

IL FORMAT - La formula del campionato, in Bielorussia, è a sedici squadre: 368 giocatori, 126 stranieri, un valore globale che sfiora gli ottanta milioni di euro. Il Bate Borisov è il club che ha vinto più scudetti: quindici. Il campione in carica è la Dinamo Brest, che da due anni ha scelto Diego Maradona come presidente onorario. Il talento più promettente, invece, è Ivan Bakhar, trequartista o finto centravanti, la nuova scoperta della Dinamo Minsk. Ha ventidue anni, è nato nella capitale il 10 luglio del 1998, è alto un metro e 76: può ripetere la scalata di Hleb. Fantasia, corsa, resistenza, intelligenza in fase di inserimento: due gol e due assist nelle prime sei giornate della Vysshaya Liga.

IL PERSONAGGIO - Bakhar è cresciuto nel Minsk, all’inizio di gennaio del 2020 si è legato alla Dinamo, allenata da Leonid Kuchuk. Ha firmato un contratto fino al 2023, è costato mezzo milione, gioca con la maglia numero 7. Il ct Mikhail Markhel lo ha seguito nell’Under 21 e ora lo ha inserito nella nazionale maggiore. Bakhar ha segnato un gol al Minsk e uno allo Smolevichi. In Coppa si è distinto con una doppietta al Belshina. Il suo procuratore è Aleksandr Perepechko. La Dinamo Minsk non vince il titolo dal 2004: Bakhar può interrompere questa lunga attesa con l’aiuto di Yauheni Shikavka, ventisette anni, attaccante, quattro reti (una ogni 84 minuti), ritornato in Bielorussia dopo l’esperienza in Grecia nel Larissa.

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