© Getty Images Niklas Dorsch fa il pieno di applausi nella sfida con il Bayern
Era il suo derby, ci teneva a livello personale, perché il Bayern lo aveva cresciuto e poi scartato, regalandogli il cartellino nel 2018 e facendogli crollare tutte le certezze come un castello di carte. Niklas Dorsch non ha segnato, ma è stato la chiave della vittoria dell’Augsburg, che fino a venerdì sera aveva ottenuto solo due successi in undici partite ed era terz’ultimo in Bundesliga: 2-1, gol di Pedersen e Hahn, inutile il graffio di Lewandowski verso la fine del primo tempo.
IN CATTEDRA - Dorsch si è aggiudicato il confronto a centrocampo davanti a Goretzka e Sabitzer, è salito in cattedra, è andato spesso a disturbare Sané e Müller con il suo pressing. Aveva in mente la partita perfetta ed è riuscito a dare forma ai desideri contro il Bayern, travolto anche dal caso legato ai suoi cinque calciatori no-vax. Kimmich, Gnabry, Musiala, Choupo-Moting e Cuisance sono stati puniti dal presidente Oliver Khan: stipendio decurtato a partire dal mese di novembre, come ha rivelato la Bild. Nella notte più delicata, Dorsch ha acceso la luce nell’Augsburg, allenato da Markus Weinzierl, dimostrando di essere uno dei mediani più interessanti del calcio tedesco: nove presenze, 75 contrasti vinti, 368 palloni toccati, l’85,1% di passaggi completati, quattro tiri, 77 chilometri percorsi.
IL RISCATTO - Hha ventitré anni, è nato a Lichtenfels, in Baviera, il 15 gennaio del 1998, è tifoso del Bayern. A giugno, con la maglia numero sei, è diventato campione d’Europa con la Germania Under 21 di Stefan Kuntz, che ha battuto in finale il Portogallo per 1-0 (gol di Lukas Nmecha). Dopo la delusione vissuta nel Bayern, si è rilanciato prima nell’Heidenheim 1846, serie B tedesca, e poi è stato scoperto e valorizzato dal Gent. Una stagione in Belgio (quarantatré partite, quattro gol e quattro assist) per completare il processo di maturazione ed essere ceduto, nella scorsa estate, all’Augbsurg in cambio di sette milioni.
CORSA SALVEZZA - Cattura e distribuisce il pallone con ordine: è un riferimento per tutti. E’ alto un metro e 78, è un destro naturale, ha un contratto fino al 2026. La salvezza dell’Augsburg dipende da lui, così come dal difensore centrale Jeffrey Gouweleeuw, classe 1991, olandese, altro leader, che gioca in coppia con l’inglese Reece Oxford, ventidue anni. Una squadra che si trasforma in casa, dove ha battuto - oltre al Bayern di Nagelsmann - anche il Borussia Mönchengladbach (1-0) e lo Stoccarda (4-1). Equilibrio ritrovato passando dal 3-4-1-2 al 4-4-2. Ora la squadra funziona: sei punti nelle ultime tre giornate. Ritmo e solidità grazie al dinamismo dell’italiano Daniel Caligiuri, alla spinta sulla fascia sinistra del brasiliano Iago (ex Internacional di Porto Alegre) e del danese Pedersen. Dorsch gioca al centro accanto ad Arne Maier, arrivato in prestito dall’Hertha Berlino e altro campione d’Europa con la Germania Under 21: il tandem è stato ricreato nell’Augsburg da Weinzierl. Dorsch e Maier sono la prima fonte di gioco: il motore per gli assist dello svizzero Andi Zeqiri e i gol di Hahn e Niederlechner.
