Max Alleyne e il master con Guardiola
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Max Alleyne e il master con Guardiola

Difensore centrale, classe 2005, è ritornato al Manchester City il 5 gennaio (dopo il prestito al Watford) e Pep l’ha subito promosso
Stefano Chioffi
3 min

Pep Guardiola rimane un romantico visionario che non ha mai tradito il culto della cantera. Nemmeno ora, nell’epoca dei fatturati monstre e degli investimenti extralarge del Manchester City. Anche quando lo sceicco si prende la scena - l’ultimo esempio è l’operazione Semenyo, arrivato a gennaio per 72 milioni dal Bournemouth di Tiago Pinto, ex ds della Roma - Guardiola continua a guardare in casa. A cercare risposte nei corridoi della City Football Academy. È lì che nasce la storia di Max Alleyne

Un difensore “alla Pep”

Classe 2005, un metro e 85, ambidestro, passaporto inglese. Alleyne è ancora un’idea, un giocatore da costruire, ma sintetizza tante qualità che Guardiola chiede a un centrale: eleganza, senso della posizione, razionalità. Quando Ruben Dias si è fermato - a causa di un problema muscolare che lo terrà fuori fino a metà febbraio - Pep ha deciso di puntare su Alleyne, cresciuto nel Southampton e portato a Manchester nel 2021. Alleyne ha svolto tutta la trafila interna, vincendo titoli con l’Under 18 e diventando uno dei pilastri dell’Elite Development Squad. Premi individuali, leadership silenziosa e una qualità che Guardiola non negozia.

Dalla Championship all’Etihad

Il prestito al Watford in Championship è stato un passaggio fondamentale: si è concluso il 5 gennaio. Lì Alleyne, che è nato a Bristol e ha genitori originari delle Barbados, ha imparato la durezza del calcio vero e i duelli sporchi. Un’esperienza che lo ha temprato senza snaturarlo. Al rientro, Guardiola lo ha trovato pronto: affidabile, ordinato, consapevole. Alleyne ha risposto con personalità, segnando il 10 gennaio in FA Cup contro l’Exeter (10-1). Non è un centrale appariscente. Non cerca la giocata spettacolare. Ma sa quando rompere la linea, quando portare palla, quando verticalizzare. In questo ricorda John Stones. È uno dei profili su cui lo staff tecnico del City lavora con più attenzione. In un club che può permettersi chiunque, Alleyne rappresenta un concetto quasi controcorrente: il valore dell’Academy.


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