© EPA Pietuszewski e il super Porto di Farioli
La foto dell’11 gennaio ha fatto il giro dei social. Nel salone della “Livraria Lello”, uno dei luoghi cult della città, il Porto ha annunciato il rinnovo del contratto di Francesco Farioli fino al 2028. Scatto classico: il tecnico di Barga stringe la mano al presidente André Villas-Boas. Sta dominando il campionato. Diciassette vittorie e un pareggio (contro il Benfica di Mourinho): 37 gol realizzati e solo 4 subiti, +7 sullo Sporting e +10 sulla squadra di José. Numeri da record: mai un tecnico del Porto aveva viaggiato a questa velocità. Dal titolo sfiorato in Olanda con l’Ajax, nella scorsa stagione, al dominio in Primeira Liga. Quinta avventura all’estero per Farioli, che ha lavorato in passato anche nel Karagümrük, nell’Alanyaspor e nel Nizza. Applausi che vuole condividere con il suo staff formato da Felipe Sánchez, Dave Vos, Lino Godinho, Lucho González, André Castro, Callum Walsh, Osman Kul, Iñaki Ulloa e Diogo Almeida.
L’obiettivo
Il Porto insegue il trentunesimo titolo della sua storia. Distanze abissali, in termini di qualità, rispetto alla concorrenza. I dodici gol di Samu, i cinque di Borja Sainz, i 4 di William Gomes, la crescita della mezzala danese Froholdt, che vale già trenta milioni, il rilancio di Gabri Veiga, le invenzioni di Rodrigo Mora, la regia di Alan Varela, scoperto nel Boca Juniors. Un Porto che continua a investire. All’inizio di gennaio si è assicurato uno dei nuovi talenti del calcio polacco: si chiama Oskar Pietuszewski, ha 17 anni, è un’ala sinistra. Affare da dieci milioni: il baby ha firmato un contratto blindato fino al 2029. Dribbling, agilità, un metro e 79. Il ragazzo di Bialystok, nato il 20 maggio del 2008, ha scelto la maglia numero 77 e si è presentato facendo la differenza in diciotto minuti nella sfida vinta per 1-0 sul campo del Vitoria Guimarães: è stato lui a procurarsi il rigore della vittoria, firmata da Varela.
