Jack Moorhouse e la gioventù dello United
“My secret? The normality”. Michael Carrick ha cambiato la geometria del Manchester United. Sembrava una stagione bruciata dopo i flop in FA Cup, in Coppa di Lega, il rendimento discontinuo in Premier e l’esonero di Ruben Amorim, che i Red Devils avevano deciso di ingaggiare prima di Natale del 2024 pagando allo Sporting Lisbona anche una clausola da dieci milioni di sterline. Carrick è entrato a Carrington, dove si allena lo United, e ha rimesso tutto in ordine: un 4-2-3-1 dove l’istinto e la razionalità prevalgono sui movimenti e sugli schemi studiati davanti ai tablet e ai computer.
Le scelte di Carrick
Mainoo è tornato titolare, ma fino a dicembre sembrava destinato a lasciare l’Inghilterra: il Napoli sperava di trasformarlo nel terzo colpo di casa Manchester dopo McTominay e Hojlund. Bruno Fernandes ha ricominciato a fare la differenza nel ruolo di trequartista. Casemiro sta dimostrando che la pensione è lontana. Mbeumo ha recuperato la magia che lo aveva accompagnato nel Brentford. Ma sono soprattutto i giovani, frutto di investimenti, a essere tornati al centro: da Sesko, autore di sette gol in campionato e decisivo nell’ultima sfida con l’Everton, a Yoro, da Zirkzee a Diallo. Carrick ha conquistato sedici punti in sei partite. Cinque vittorie e un pareggio. Quarto posto in classifica, davanti al Chelsea e al Liverpool. L’Aston Villa, terzo, è a +3. Mancano undici giornate.
Direzione Champions
L’obiettivo è rientrare nel circuito della Champions: soldi, prestigio e ambizione. Un primo passo, in attesa di pianificare un mercato per la corsa al titolo, vinto dal Manchester United per l’ultima volta nel 2013 con Alex Ferguson in panchina. Tra le scoperte di Carrick c’è anche l’irlandese Jack Moorhouse, centrocampista totale, classe 2005, ventuno anni da compiere il 29 novembre, un metro e 84, cresciuto a Carrington e tornato all’inizio di febbraio dal prestito al Leyton Orient. Regista di talento o mezzala box to box: accelerazioni, tiro da fuori, lancio, venti presenze e un assist in League One. Gestione e recupero del pallone. Dinamismo e personalità. Carrick vuole studiarlo, l’ha portato in panchina nella sfida con l’Everton. Lo considera un altro patrimonio.
