Romeo Vermant e la “next generation” del Belgio
È nato in una clinica di Gelsenkirchen, in Germania, quando suo padre Sven giocava nello Schalke, ma ha il passaporto belga e ha già esordito nella nazionale guidata da Rudi Garcia. Romeo Vermant è uno dei giovani più interessanti della Jupiler Pro League e l’ultimo discendente di una famiglia di calciatori: il nonno materno Eric e il bisnonno Marcel Van Vyve si sono conquistati un piccolo spazio nella storia del Bruges. È un centravanti, ha ventidue anni, li ha compiuti il 24 gennaio: classe 2004, un metro e 84, una crescita costante e una maglia - quella nerazzurra del Bruges - che a casa sua è tradizione. Numero 17, destro naturale, stacco di testa, sponde, precisione e freddezza in area di rigore. Ha segnato sette gol in campionato e altri quattro in Champions, due dei quali nei playoff estivi.
I consigli di Leko
È un attaccante che partecipa alla costruzione della manovra: lotta, fa pressing. Il tecnico del Bruges - il croato Ivan Leko - gli riconosce potenzialità ancora inesplorate. Il club belga ha cambiato allenatore all’inizio di dicembre, ha deciso di esonerare Nicky Hayen dopo la sconfitta per 3-2 sul campo del Sint-Truiden. Leko guidava il Genk, si è liberato grazie a una clausola. Una mossa che ha aiutato il Bruges a rientrare in corsa per il titolo. Una sfida che promette colpi di scena. C’è grande equilibrio: Union Saint-Gilloise primo a quota 56, Sint-Truiden secondo (54) e Bruges terzo (53).
Fascino Bundesliga
Vermant ha un contratto che scade nel 2028. Ha ricevuto offerte dalla Bundesliga: lo cercano Bayer Leverkusen, Amburgo e Colonia. Ogni valutazione è stata rinviata a luglio. Festeggia spesso i suoi gol fingendo di avere un binocolo davanti agli occhi. Quando è arrivata la sua prima convocazione nel Belgio, i suoi compagni Tzolis e Vanaken hanno registrato un video. “Romeo meritava questo premio”, ha detto il capitano del Bruges. Il ct Garcia è rimasto colpito dal suo inserimento: “Ha portato una ventata di aria fresca e spirito combattivo”.
