© EPA Keisuke Goto, il giapponese che incanta nella Jupiler Pro League
Il Belgio è la sua scuola. Un percorso di crescita e di studio: l’occasione giusta per pesare prospettive e ambizioni. C’è grande interesse intorno a Keisuke Goto, vent’anni, centravanti giapponese, nato nel quartiere di Chūō-ku, a Hamamatsu. Dieci gol e cinque assist nel Sint-Truiden. Una base per sognare altri circuiti: il traguardo è la Premier League, la sua evoluzione non è sfuggita agli osservatori del Brighton e del Brentford, abituati a investire sui giovani. Goto gioca nel Sint-Truiden in prestito, a giugno tornerà all’Anderlecht, che ha cominciato a riflettere sulla strategia. Passare subito all’incasso o aspettare ancora un po’ prima di aprire l’asta. È un numero 9 completo e moderno: un metro e 91, agilità, potenza, destro naturale, una carriera cominciata nello Jubilo Iwata, dove aveva esordito da professionista firmando subito una doppietta contro l’Okayama. Ha preso parte al 38% dei gol del Sint-Truiden, che è secondo in classifica (a -2 dall’Union Saint-Gilloise) e non ha mai vinto la Jupiler Pro League. L’unico trionfo è stato centrato in Coppa di Lega nel 2000. Mentre in campionato il piazzamento migliore è stato un secondo posto nel 1966.
Un gol ogni 157 minuti
Goto non ragiona solo da bomber: il suo gioco di sponda, il movimento tra i difensori e l’intelligenza nel leggere gli spazi lo rendono un riferimento. Viaggia alla media di un gol ogni 157 minuti. L’Anderlecht ha pianificato con attenzione lo sviluppo della sua carriera. Nella squadra B, chiamata RSCA Futures, con gli allenatori Jelle Coen e Marink Reedijk, Goto aveva mostrato numeri interessanti con 13 reti in 31 partite, spingendo il club a riscattarlo definitivamente e a prolungare il contratto fino al 2028. Il suo cartellino è costato un milione.
