© Getty Images Thiago Pitarch, il nuovo Pibe del Real Madrid
Alvaro Arbeloa conosce ogni sfumatura del mondo dei blancos. Il Real Madrid è la sua seconda famiglia e ha sempre avuto un forte rapporto con il presidente Florentino Perez. Fino al 12 gennaio ha allenato il Castilla. Poi è arrivata la telefonata del grande capo e lo scenario è cambiato. Perez gli ha consegnato le chiavi del Real, dopo il divorzio da Xabi Alonso, entrato in rotta di collisione con il gruppo dei senatori. Diciassette partite e una media punti di 2,29. Ma il suo futuro è in sospeso. Dipenderà dal finale di stagione. Perez ha un’idea ambiziosa: provare a convincere Allegri, dopo i due tentativi andati a vuoto in passato.
La scommessa
Arbeloa viene raccontato a Madrid come un allenatore intellettuale: legge tanti libri, è un appassionato di arte. È sposato con Carlota Ruiz, hanno quattro figli. Riesce a tenere le pressioni fuori dal suo perimetro. È la sua forza. Nel tempo libero brucia i pensieri anche salendo sulla bici. Ragiona solo sul presente, non si fa condizionare dalle voci di corridoio. In campionato è secondo: ha quattro punti di svantaggio sul Barcellona. La priorità è la Champions. Ha eliminato il Benfica e poi il Manchester City: nei quarti lo aspetta la prova del fuoco contro il Bayern. Nel suo nuovo Real Madrid, che vanta una rosa del valore globale di un miliardo e 340 milioni, sta cominciando a trovare spazio un talento molto interessante: si chiama Thiago Pitarch, classe 2007, diciotto anni, mezzala, un metro e 79. Un mix tra Vitinha, Pedri e Mateo Kovacic. Distribuisce il gioco con ordine, si muove con maturità. Piace al Como, Fabregas lo studia, è una soluzione per luglio.
Origini marocchine
Ha il contratto in scadenza nel 2027. Arbeloa l’ha lanciato e valorizzato nel Castilla. Thiago Pitarch colpisce per la calma con cui gestisce ogni situazione: non soffre il pressing, trova sempre il corridoio per sviluppare la manovra. Otto presenze tra campionato e Champions. È spagnolo, è nato a Fuenlabrada, ma la sua famiglia (da parte del papà) ha origini marocchine. E il ct Walid Regragui gli ha fatto arrivare una serie di messaggi. L’obiettivo della federazione rossoverde è quello di convincerlo a sposare il Marocco, come un altro giocatore del Real: Brahim Diaz.
