Dies Janse, direzione Ajax
Si chiama De Toekomst, un nome che indica una direzione precisa: significa “Il Futuro”. Questa cattedrale laica del calcio, a pochi passi dalla Johan Cruijff Arena, ha un costo di sei milioni all’anno e rappresenta la prima fonte dei ricavi dell’Ajax. Casimir Westerveld è il responsabile dello scouting. L’ultimo prodotto è Dies Janse, vent’anni, difensore centrale, maglia numero 4, mancino, uno stile alla De Ligt. Sta giocando in prestito al Groningen, in estate tornerà ad Amsterdam. Scovato nello Sparta Rotterdam, è entrato da bambino nell’accademia dei lancieri per fare l’ala e si è imposto come difensore centrale: un metro e 96, 82 chili, eleganza e muscoli.
De Toekomst: le regole
Il centro sportivo dell’Ajax è un percorso: i campi dove si allenano i baby sono i più lontani, il più vicino è quello dei big. Janse ha percorso quella distanza e completato il tragitto. In questa stagione è stato mandato a fare esperienza nel Groningen, allenato da Dick Lukkien: venticinque presenze, un gol (al Fortuna Sittard), un assist, l’82% di duelli aerei vinti e una precisione nei passaggi dell’87,5%. Il segreto di Janse è nella testa. Al De Toekomst la scuola è interna: chi non studia, non gioca. Dies è un “anti-social”, preferisce i video tattici a Instagram. È cresciuto a Goes, nella fattoria della sua famiglia. Schemi e attenzione ai dettagli. Questa solidità lo ha portato a rifiutare il Lipsia: «Voglio vincere qui prima di andare via». Ha attirato l’interesse di Arsenal e Liverpool. Ma l’Ajax lo riporterà a casa, non ha fretta di cederlo. Janse ha due modelli: la fisicità di De Ligt e la pulizia negli interventi di Vertonghen, che ora ha trentotto anni e si è ritirato.
