© Getty Images Ndiaye e gli investimenti del Bayern
Il Campus del Bayern non è una semplice accademia: è un ecosistema da 70 milioni progettato per l’eccellenza. Trenta ettari di struttura - una superficie quattro volte superiore alla storica sede di Säbener Straße - dove il talento smette di essere intuizione e diventa metodo. Sulle colline di Freimann, alla periferia di Monaco, il Campus vanta uno stadio da 2.500 posti omologato Uefa e trentacinque appartamenti per i fuori sede, monitorati da tutor che non ammettono deroghe sul rendimento scolastico. La parola d’ordine è multidisciplinarietà: spazi per basket e pallamano integrano la formazione calcistica tra libri, allenamenti e mensa. Tutto scorre con la precisione di un software, seguendo un unico imperativo: costruire in casa i nuovi Thomas Müller.
L’alleanza con i Gambinos Stars
L’ultima attrazione di questo laboratorio si chiama Bara Sapoko Ndiaye. Diciotto anni, destro naturale, mezzapunta o ala, ha già collezionato due presenze in Bundesliga. Vincent Kompany lo ha lanciato l’11 aprile nel 5-0 contro il St. Pauli, concedendogli poi altri quattordici minuti di vetrina domenica scorsa, nel 4-2 allo Stoccarda che ha sancito il titolo numero 35. Senegalese, nato il 31 dicembre 2007, Ndiaye è arrivato in Germania il 3 gennaio del 2026 in prestito con diritto di riscatto dal Gambinos Stars. Alto un metro e 80, dotato di una tecnica raffinata e una rapidità che ha colpito Kompany. Ha mosso i primi passi tra Excellence Foot e CNEPS. Una parabola iniziata a Mékhé, dove vivono ancora i genitori, e proseguita con un impatto brillante a Monaco: vive nel college del Campus. Ndiaye è il primo frutto della sinergia tra il club tedesco e l’accademia Gambinos Stars Africa di Mandinari, in Gambia. Fondata nel 2019 da Helmut Hack, la struttura collabora dal 2023 con Red&Gold Football, la joint venture creata dal Bayern e dal Los Angeles. È stato scoperto da Max Eberl, direttore sportivo bavarese.
