© Getty Images Kevin Viveros, il fattore decisivo dell’Athletico Paranaense
Da quando giocava sull’asfalto, da bambino, a Buenaventura, quasi cento chilometri da Cali, ha lo stesso soprannome: “El Tren”. Kevin Viveros è il numero 9 dell’Athletico Paranaense: colombiano, sei gol in dodici partite nel Brasileirão, destro naturale, un metro e 80, la forza di gestirsi in area di rigore e dietro una scrivania durante le trattative. Ha deciso di non avere un procuratore: è il manager di se stesso. Ha ventisei anni e sta diventando uno dei giocatori più decisivi del campionato. È la stella della squadra allenata da Odair Hellmann.
La festa di novembre
L’Athletico Paranaense ha festeggiato la promozione in Serie A alla fine di novembre. E Viveros è stato fondamentale: è arrivato al termine del girone d’andata dall’Atlético Nacional per 4,2 milioni di dollari e ha fatto la differenza con nove gol e due assist in ventuno giornate. Anche a Curitiba lo chiamano tutti “El Tren”. Protegge il pallone, crea spazi, viene servito in profondità. È il simbolo dell’Athletico. Ogni sviluppo passa da lui. Non è solo il finalizzatore, è bravo anche nelle sponde. Il club lo ha blindato, respingendo offerte dall’estero. Vuole tenerlo almeno fino a dicembre, c’è un contratto che scade nel 2028. Nato a Buenaventura il 26 aprile del 2000, Viveros non ha avuto scorciatoie. Cresciuto nell’América di Cali, ha costruito la sua carriera nei minimi dettagli: è stato in Venezuela (21 reti con il Carabobo) e in Europa (una breve esperienza al Sarajevo), poi il ritorno in Colombia e l’esplosione con l’Atlético Nacional. Nel Brasileirão ha già realizzato sei gol, ha colpito nelle sfide con Santos, Cruzeiro, Coritiba, Botafogo (doppietta) e Chapecoense. Ha diversi tatuaggi dedicati alla famiglia, è molto religioso.
