Noah Fernandez e la tripletta del Psv
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Noah Fernandez e la tripletta del Psv

Mezzala o trequartista, classe 2008, belga, è la novità della squadra guidata da Peter Bosz, che ha vinto l’Eredivisie per la terza volta di fila
Stefano Chioffi
3 min

Pullman scoperto, strade bloccate, canti e coriandoli: il Psv si è preso l’abbraccio della sua gente per il terzo titolo consecutivo in Eredivisie. Dominio assoluto: 77 punti in 31 partite, +19 sul Feyenoord, + 22 sul Nec Nijmegen, + 23 sull’Ajax e sul Twente. La squadra di Peter Bosz ha trasformato il campionato in una proprietà privata. Una festa da film, ma anche un’emozione speciale per Noah Fernandez, classe 2008, belga, arrivato a sette anni nel vivaio del club di Eindhoven. Mentre tanti suoi coetanei pensano ancora solo alla scuola, lui è una dei motivi di richiamo del Philips Stadion.

I paragoni con De Bruyne

Mezzala o trequartista. Noah si è costruito un percorso con continuità e fedeltà: a undici anni è entrato nel settore giovanile del Psv. Ha ricevuto il premio “De Frederik”, riservato a chi completa l’intero cammino dall’Academy al gruppo dei big. A gennaio, contro il Bayern, è diventato il terzo giocatore più giovane di sempre a esordire in Champions con il club olandese. Un metro e 70, mancino, una corteccia robusta a livello di personalità. In Belgio lo hanno accostato a un mito come De Bruyne. Un complimento pieno di affetto e una responsabilità enorme. Noah deve ancora trasformare le promesse. Gli scout parlano di lui come di un “pocket player”, uno di quei giocatori capaci di muoversi negli spazi invisibili, dove le partite si decidono. Agilità, eleganza, ma anche resistenza e recuperi.

Papà giamaicano 

Sette presenze in Eredivisie, un posto da titolare conquistato contro lo Sparta Rotterdam e un ruolo sempre più centrale nel Belgio Under 19 di David Penneman. Qualità nello stretto e dribbling. Noah Fernandez è nato a Lier il 9 gennaio del 2008. Ha cominciato a farsi conoscere nella scuola calcio del Lierse. Radici giamaicane, suo padre è di Kingston. È gestito dai manager della Seg. Il 26 febbraio, negli uffici del Psv, davanti al direttore generale Marcel Brandts e al dt Earnie Stewart, ha prolungato il contratto fino al 2030. Nella squadra di Bosz indossa la maglia numero 31. Durante il debutto nell’Europeo Under 17 contro l’Italia si era rotto il naso: è tornato in Belgio per curarsi ed è rientrato in tempo per disputare le fasi finali del torneo. In un’intervista ha raccontato di avere due sogni: imporsi nel Psv e trasferirsi in futuro al Barcellona per giocare al Camp Nou. “Preferisco un assist perfetto piuttosto che segnare un gol spettacolare o fare un tunnel”. Ha due fratelli più piccoli. Oltre alla Eredivisie, con il Psv ha vinto una Supercoppa. "A volte dimentichi la sua età. Gioca con una naturalezza che solitamente appartiene a chi ha duecento partite alle spalle", l’elogio di Bosz.


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