© EPA Carlos Espí e gli 11 gol per salvare il Levante
Il suo slogan? “Trabajo, humildad y hambre”: lavoro, umiltà e fame. Sei gol in quattro partite a marzo, il premio di giocatore del mese della Liga e le doppiette decisive contro l’Alavés e l’Oviedo per costruire una salvezza conquistata all’ultima giornata. La favola di Carlos Espí non è una semplice striscia statistica, ma il racconto di un impatto generazionale: il centravanti, un metro e 94, cresciuto nel vivaio dell’Alzira, si è caricato sulle spalle il Levante nel momento più delicato della stagione, blindando la categoria. Ha cambiato il destino della squadra di Luis Castro. Maglia numero 19, classe 2005, 21 anni il 24 luglio, 26 partite e 11 gol in campionato. Il muchacho di Tavernes de la Valldigna ha fatto la differenza.
I suoi 1.442 minuti
Potenza, agilità, sei reti di destro e quattro di testa. Al di là del dato assoluto, è la gestione del tempo a colpire: 1.442 minuti in campo, quasi un gol ogni due partite. Espí ha fisicità e dinamismo, è un attaccante che cerca spesso il corridoio verticale. La capacità di ripulire i palloni difficili, associata a una rapidità di esecuzione, lo rende un riferimento. Ha un contratto con il Levante che scade nel 2028, ma sono già cominciate le trattative per prolungarlo e inserire una clausola da 25 milioni. Viene seguito dal Bologna, era stato valutato dal Milan. Nelle ultime settimane è stato il Brighton a effettuare un sondaggio.
