© Getty Images Tom Edozie e la notte da favola al Molineux Stadium
Nella storia del Wolverhampton solo in sette erano riusciti a segnare al debutto in Premier League. Tom Edozie si è preso l’ottavo posto di questa élite esclusiva nella notte più gelida e impensabile del Molineux Stadium, quando il tabellone segnava il 94° minuto e i Wolves si trovavano in svantaggio contro la capolista Arsenal. A diciannove anni, lanciato nella mischia all’improvviso, ha cambiato indirizzo alla sfida sotto la pioggia: il suo gol, quello del definitivo 1-1, ha gelato Arteta. Il direttore tecnico Matt Jackson e il manager Matt Wild lo considerano una certezza in vista della delicata ricostruzione estiva, dopo la stagione flop e la caduta in Championship. Edozie, vent’anni, inglese, origini nigeriane, un metro e 78, è un’ala destra. Ha chiuso la sua prima parentesi tra i big con tre presenze e una rete in appena 13 minuti. Un impatto magnifico che nasconde radici profonde nel dna familiare, dato che Tom è il fratello minore di Samuel Edozie, ala di proprietà del Southampton. I due condividono lo stesso ruolo e la stessa elettricità nelle gambe, ma Tom ha già bruciato le tappe superando il fratello maggiore per precocità.
Il Molineux Stadium
La gioia più grande per il classe 2006, tra l’altro, è arrivata direttamente negli spogliatoi del Molineux Stadium dopo il fischio finale: la rete dell’1-1 era stata inizialmente messa a referto come un autogol a causa di una deviazione, prima che i delegati della Premier la riassegnassero ufficialmente a lui, facendo scoppiare la festa dei compagni di squadra che lo hanno letteralmente inondato di cori e applausi. Nonostante il boom mediatico, il ragazzo scende ancora in campo con la maglia numero 74: un numero che ha dichiarato di voler conservare a lungo per ricordarsi sempre da dove è partito il suo viaggio. Nato a Lewisham nel 2006, destro naturale, predilige occupare la corsia di destra per cercare il fondo o convergere verso il centro, ma la sua cifra tecnica non si limita alla linea di gesso. L’evoluzione tattica raccontata dai tecnici delle giovanili dei Wolves fotografa infatti un giocatore estremamente duttile, capace di agire anche da trequartista.
